Art Basel Basel
Luogo
Galleria Mazzoleni - Torino
Piazza Solferino, 2 - Torino

Categorie

Data
Ott 30 2024 - Feb 08 2025
Evento passato
Ora
18:00 - 19:00
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Mostra

Melissa McGill | Eridanus

Mazzoleni Torino presenta Eridanus: The River Constellation (Eridano: la costellazione del fiume), la più vasta mostra in galleria di Melissa McGill mai presentata, che raccoglie opere realizzate dal 1998 al 2024. Il progetto espositivo mette in luce il legame tra l’acqua, gli esseri viventi e il cosmo, che attraversa tutta l’opera artistica di McGill. La mostra invita i visitatori a esplorare prospettive, mappature, narrazioni sull’acqua, costellazioni e legami tra passato, presente e futuro quali elementi della collettività, che possono divenire esperienze condivise ricche di significato e con un impatto positivo durevole. In una coinvolgente conversazione con l’acqua e i materiali organici e naturali, la mostra riflette i valori dell’artista in tema di ambiente, sostenibilità e futuro sia negli interventi di arte pubblica che nei lavori di studio.

Il titolo Eridanus: The River Constellation (Eridano: la costellazione del fiume) fa riferimento
ad una delle più estese costellazioni dell’emisfero celeste australe il cui percorso ricorda
quello di un fiume. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, astronomo del secondo
secolo, e con il suo discendere da nord a sud della volta celeste diede in seguito il suo nome
latino al fiume Po. Il titolo esprime il legame tra cosmo e terra: il riferimento diretto al Po, fiume che attraversa la città di Torino, amplifica la dimensione universale del legame tra corsi d’acqua.
L’intera opera dell’artista traccia queste connessioni: da Constellation (2015), il progetto su
larga scala installato attorno alle rovine del castello di Bannerman sull’isola Pollepel nel
fiume Hudson (New York), fino al celebrato progetto di arte pubblica indipendente Red
Regatta1
a Venezia.
In seguito a Red Regatta, McGill, allarmata dal precario stato in cui versano i nostri fiumi, ha
navigato le acque della laguna di Venezia fino alla loro sorgente. Il Po, il più lungo fiume
d’Italia, è una forza vitale antica e tenace che sfocia nel Mar Adriatico appena a sud della
laguna veneziana. Dopo che amici e collaboratori italiani l’hanno aggiornata circa lo stato
di pericolo estremo in cui versava il Po a causa del cambiamento climatico e dello
sfruttamento delle sue acque, McGill ha iniziato ad immaginare come avrebbe potuto
essere d’aiuto al fiume attraverso un racconto creativo della sua storia. Nel luglio 2023 e
nell’estate 2024, l’artista ha percorso il Po dalla sorgente al delta, dalla sua origine alla sua
fine. Questi due viaggi, profondamente toccanti e affascinanti, hanno ispirato un progetto di
narrazione sull’acqua intitolato Lifeline in cui il fiume Po è l’ancestrale narratore-guida.
Contemporaneamente l’artista ha avviato un profondo dialogo con le rappresentazioni
cartografiche storiche, in particolare attraverso la collaborazione con l’Archivio di Stato di
Torino. Dal momento che archivi, biblioteche e collezioni sono caratterizzati tanto da ciò che
includono quanto da ciò che escludono, McGill riflette su ciò che le mappe riportano, su ciò
che esprimono i confini di demarcazione dei territori, i calcoli, i nomi utilizzati e in che modo
natura e acqua vengono rappresentate. Quali prospettive vengono delineate? Che cosa
manca?

Grazie all’intervento artistico di McGill, le rappresentazioni tecniche e scientifiche del Po
riprodotte nelle mappe d’archivio permettendo di riconnetterci con l’ambiente che queste
mappe descrivono. Pigmenti organici quali indaco organico, caolino, ossido di rame, latte di
soia prodotto dall’artista, aceto e acqua danno nuova voce alle rappresentazioni storiche
dipinte in opere come Eridano (Number 1) (2024), racchiudendo sia la creativa espressività
dell’acqua sia i riflessi degli astri appartenenti alla costellazione di Eridano.
Anche le mappe che sono state consegnate a McGill al suo arrivo al Parco del Monviso,
durante la visita alla sorgente del Po, hanno rappresentato un punto di partenza per i lavori
nei quali l’artista sommerge le dettagliate informazioni cartografiche delle mappe originali
con fluide correnti di colori naturali prodotti artigianalmente, evocando la vivacità delle
acque sorgive del Po. Queste opere portano in superficie i corsi d’acqua, affrancando
completamente il loro linguaggio da quello artificioso e lambiccato degli uomini per lasciarlo
scorrere libero come in Water Story (Po Source) (2023).
In quest’epoca di ”climate fatigue” (in italiano spesso definita eco-ansia), McGill modifica
radicalmente la narrazione sulla crisi climatica, per offrire una storia diversa dei nostri corsi
d’acqua: il suo intento è conferire potere e mettere in luce l’imperitura saggezza del fiume
negli anni del cambiamento climatico ed esplorare nuove prospettive senza smettere di
imparare dal passato.
La mostra include le sculture in vetro soffiato nero Here and Now (2004) e Between the Two,
II (2016), installazione che riproduce gli spazi in negativo dell’Apollo e Dafne di Bernini; le
opere riflettono e dialogano con tutto ciò che le circonda. Guidata dai corsi d’acqua e dall’universo da oltre 25 anni, Melissa McGill esplora luoghi naturali misteriosi e straordinari e nuove prospettive, offrendo modi innovativi di avvicinare alcuni dei temi fondamentali e indifferibili dei nostri tempi. Ogni suo progetto prende la forma di una costellazione – di individui, organismi ed elementi – e si riunisce con gli altri a creare nuovi racconti illuminati, in uno scambio reciproco con la natura.

In occasione dell’Art Week 2024, la mostra Melissa McGill: Eridanus – The River Constellation presso Mazzoleni, Torino sarà aperta con orari speciali, con opening il 30 ottobre in presenza dell’artista.

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