CLAUDIO ROTTA LORIA

Luogo

TOMAV - Torre di Moresco Centro Arti Visive
Via Roma - Moresco (FM)

Data

Lug 29 2023 - Set 10 2023
Evento passato

Ora

18:30

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Geometrie di luce_nei riflessi della riflessione

Il TOMAV EXPERIENCE – Torre di Moresco Centro Arti Visive, in collaborazione con la Fondazione Filiberto e Bianca Menna (Salerno-Roma) , il Museo Venanzio Crocetti (Roma) e con il MOCAfeast di Monsano presenta Geometrie di luce_nei riflessi della riflessione, un’importante antologica di Claudio Rotta Loria che sarà inaugurata sabato 29 luglio 2023, ore 18:30, negli spazi della Torre di Moresco (AN).

Muovendo da un nucleo di opere realizzate sul finire degli anni Sessanta (si pensi alle straordinarie Superfici interattive del 1968 e alle Rotazioni del quadrato realizzate nel 1969), periodo in cui Claudio Rotta Loria orienta il proprio discorso sul colore, sulla forma geometrica, sulle forze e sui dati elementari della pittura intesa come atto mentale, l’esposizione evidenzia il modus operandi di un intellettuale totale che dilata l’orizzonte riflessivo e creativo nell’ambito di importanti considerazioni sulla luce, portata a ingrediente essenziale del lavoro e a fattore capace di innescare mobilità, cinetismo controllato da regole di natura temporospaziale. Agli anni Settanta risalgono infatti le Strutture reticolari complesse a pluripercezione (1970) e i Cromoplastici (1970) dove la fluorescenza cromatica porta l’osservatore a percepire accurati effetti di vibrazione, seguiti dalle Superfici a interferenza luminosa (1970) dove Rotta Loria esplora analiticamente l’azzeramento percettivo della carta (importanti, di questo periodo, anche i vari interventi plastici nello spazio della vita – si pensi almeno all’Intervento d’ambiente Q 1.0 del 1970 e alla Porta del cielo del 1972) e dalle varie spazializzazioni di forme geometriche (1971) che estroflettono lo spazio perfetto della superficie per dar luogo a dispositivi vibranti, a programmazioni visuali capaci di sollecitare l’occhio del fruitore e di risucchiarlo in un ambiente geometrico dall’immota mobilità. Se a partire dagli anni Ottanta (l’artista lavora da sempre per cicli aperti che salgono le scale del tempo per riversarsi sul pulsante presente), con gli Spazi di trame e gli Spazi di tensioni l’artista indaga il potere emotivo del colore, sempre vigilato da cinture scientifiche – «inizialmente le opere sono percorse da corti segni a pastello sovrapposti (prodotto del breve e sempre uguale movimento del braccio e della mano), in seguito, da a una scrittura-pittura di un mantra che, in sintonia col respiro, ritma l’atto del dipingere» – che richiamano alla memoria alcune conquiste del primo Novecento e pongono al centro dell’attenzione potenti ambiguità percettive, con le geografie poetiche realizzate a partire dal 2001, Rotta Loria crea nuovi strumenti di misura che saltano il fosso del geometrico e del geografico per concepire un discorso prossimo all’enigma della frantumazione, alla commistione di piani e alla contaminazione, all’interruzione, alla fluidificazione e al frammento. Memori degli spazi aperti che caratterizzano gli straordinari Interventi d’ambiente (1970-1972) sono le installazioni e i vari Equatori che Claudio Rotta Loria realizza a partire dal 2001, opere il cui impianto interno «rappresenta un modo per pensare il mondo nei termini di una suggestione “geografica” di grande respiro ai limiti dell’astrazione».


Rotta Loria (Torino, 1949), tra la fine del 1968 e i primi anni Settanta, si forma sulle esperienze dell’arte programmata sviluppando una ricerca sperimentale che si articola in cicli paralleli di lavori fra loro collegati, che mantengono nel tempo il carattere di un progetto totale. Questa modalità d’indagine vede Rotta Loria, appena ventenne, impegnato nella direzione delle contemporanee indagini sulla riduzione del linguaggio della pittura ai suoi dati primari, elementari e concreti, nel contesto di un’estetica strutturale costruttiva di cui si fa promotore, diventando nel 1971 cofondatore del Centro Ti.zero di Torino. Tre sono i poli dialettici intorno ai quali concentra la sua attività sperimentale: la strutturalità visuale, programmata e cinetica, l’indagine sulla superficie il cui valore poetico è suscitato da minimi di stimolazione percettiva e sensoriale e gli interventi d’ambiente in dialogo con lo spazio naturale e costruito. A partire dalla metà degli anni Ottanta, l’artista affianca a questi lavori – di cui approfondisce il rapporto con la luce – ricerche sugli aspetti sensibili ed emozionali del dipingere in opere a parete e, dalla fine del decennio, in grandi installazioni. L’intero corpus delle opere di Rotta Loria, ha nel metodo e nelle procedure di elaborazione uno dei tratti più caratterizzanti e distintivi. La concezione dell’opera come “sistema di trasformazioni morfogenetiche”, consente infatti a Rotta Loria di dar vita a cicli di opere dai risultati formalmente diversi, ma complementari, giungendo a ideare la storica cassa acustica Apologue di Goldmund che nel 1989 ottiene la nomination del MOMA di New York per il suo design unico. Dal 1966 Rotta Loria ha allestito oltre cento mostre personali e grandi installazioni in Italia e all’estero ed è stato invitato a rassegne in Europa, Stati Uniti, Canada e Australia. Di queste si segnalano la Quadriennale di Roma (1975), gli Encontros Internacionais de Arte di Lisbona e Porto (1975), Arteder di Bilbao (1982), Fabriano(c)arte (1985), la Biennale International du Pastel di Saint-Quentin (1988 e 1990), il Forum Konkrete Kunst di Erfurt (1994), la International Triennale of Contemporary Art di Praga (2008), la Biennale di Venezia (2011, 2017). I suoi lavori sono stati esposti al Centre Georges Pompidou di Parigi (1981), al Parlamento Europeo di Strasburgo (1995), alle Gallerie d’Arte Moderna di Torino (1999), Zagabria (2007) e Praga (2008), al Museu de Belles Arts di Castellò de la Plana (2002), al Palais des Beaux Arts di Bruxelles (2009), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2012), al MAMAC di Nizza (2014) e ai Musei di San
Salvatore in Lauro di Roma (2021). Sue opere sono presenti in collezioni di musei e istituzioni italiane e straniere e includono opere a parete, sculture e installazioni e una fontana (sita a Raron, Svizzera). Nel 2008, Rotta Loria ha rappresentato l’Italia come “Artist in Residence” all’Istituto di Cultura di Zagabria in occasione della rassegna “Night of EU Cultural Institutes”.