Tim Walker
V&A Tim Walker Wonderful Things Exhibition Installation View © Victoria and Albert Museum, London

Tim Walker: Wonderful Things

Quando Alice si addormentò sotto l’albero in giardino non si sarebbe mai aspettata di seguire il Bianconiglio e finire nel Paese delle Meraviglie. Dev’essersi sentita disorientata e spaventata di fronte all’assurdità delle cose che si trovò davanti, senza logica e paradossali. Eppure col trascorrere del tempo si potrebbe pure affermare che lei stessa entrò in sintonia con ciò che in principio le sembrava tanto strano, dimostrando che l’alterità è tale solamente a primo impatto.

Noi non abbiamo nessun coniglio bianco da seguire e siamo sicuri di avere gli occhi bene aperti, ma il fotografo Tim Walker potrebbe farci dubitare di ciò. Il suo non è un “Paese delle Meraviglie”, bensì un luogo abitato da “cose meravigliose” – come il titolo della mostra “Tim Walker: Wonderful Things” suggerisce. Il Victoria and Albert Museum di Londra è per Walker un pozzo di conoscenza e storia, ricco di stimoli e spunti di riflessione, e forse per questo motivo, per un legame di tipo personale, ha deciso di partire da qua per creare un’esposizione unica nel suo genere.

La mostra, infatti, risulta suddivisa in molteplici nuclei tematici, tutti facenti capo ad un manufatto o opera d’arte di proprietà del museo londinese. Questi punti di partenza sono serviti a Walker nell’elaborazione della messa in scena delle proprie fotografie, venendosi ad instaurare un rapporto inscindibile tra artefatto quasi teatrale delle immagini bidimensionali e le “reliquie” che giacciono dietro le teche museali. Oltre ad omaggiare alcune epoche e culture passate, queste fotografie sembrano (ri)portare in vita questi oggetti inermi, in un turbinio di colori e suoni che lasciano lo spettatore a bocca aperta. 

Il primo nucleo, ad esempio, con il titolo “Illuminations”, guarda alla vetrata tedesca rappresentante “Tobias and Sara on their Wedding Night”, (1520 c.); in “Pen and Ink” a partire da disegni ad inchiostro, ritrae i suoi modelli come se fossero usciti dalla stessa penna che ha agito su carta nell’Ottocento; “Cloud 9” prende ispirazione da un acquerello orientale del 1590, trasportandolo nella realtà fisica in un contesto bucolico, al quale partecipano sia modelli umani, sia delle installazioni (portate anche in mostra) che riprendono animali; da una piccola box of delights del 1675, Walker ricava uno spazio abitabile in cui i modelli dialogano con gli oggetti da essa custoditi; dall’ “Arazzo di Bayeux” (seconda metà dell’XI secolo) ragiona sulla figura dei soldati che definisce “di domani” – “Soldiers of Tomorrow” – in quanto, ricamati su stoffe, potrebbero essere visti come “eco-warriors”.

Questi sono solo alcuni esempi del lavoro di Tim Walker, ma il punto di maggiore forza dell’esibizione sta nel proporre un viaggio immersivo che è quasi totalmente assente nelle scelte allestitive tradizionali, ma che in realtà è di forte impatto e lascia nel pubblico un ricordo più vivo e concreto, come se gli fosse data la possibilità di vivere l’arte in modo diretto, attivo. L’arte di Tim Walker è un’arte a 360° che scende dal piedistallo e prende per mano lo spettatore per guidarlo all’interno del proprio mondo, dove tutto è possibile.

Victoria and Albert Museum

Cromwell Rd, Knightsbridge, London SW7 2RL, Regno Unito

Tim Walker: Wonderful Things

Fino al 8 marzo 2020

Info: da lunedì a domenica, 10.00 – 17.00 (venerdì fino alle 22.00)