Renato Guttuso occupa una posizione di assoluto rilievo nel panorama dell’arte italiana del Novecento. La vastità della sua produzione non implica, tuttavia, un’uniformità qualitativa: anche nel corpus di un artista della sua statura è necessario distinguere le opere nelle quali la ricerca formale, la forza espressiva e la qualità pittorica raggiungono gli esiti più alti da quelle in cui il linguaggio tende a riproporre formule già consolidate.
Questa distinzione è essenziale non soltanto sul piano del giudizio estetico, ma anche per comprendere la complessità del percorso di Guttuso e le ragioni per cui opere apparentemente simili, talvolta realizzate nello stesso periodo, possano assumere nel tempo una diversa rilevanza artistica e un valore di mercato significativamente differente.
Elmo di Archia di Stefania Pennacchio
Il 20 luglio scorso presso la Porta Marina di Ortigia a Siracusa è stata inaugurata la scultura Elmo di Archia di Stefania Pennacchio. L’opera, nata da un’idea di Giuseppe Rosano, intende rendere omaggio alla memoria, alla storia e all’identità della città di Siracusa.
Per andar lontano. “Con i se e con i ma…” a Studio con Finestra
Studio con Finestra, spazio indipendente fondato da Ricardo Aleodor Venturi a Pesaro, ospita una bipersonale in cui il tema dell’intimità familiare si unisce all’esigenza di una rete comunitaria solida.
Gin Floornic. Cinquecento bicchieri dopo la festa
Per alcuni giorni cinquecento bicchieri di gin tonic, attraversati da altrettante cannucce nere, hanno occupato il pavimento trasformando l’ambiente in una distesa insolita, immediatamente riconoscibile eppure difficile da ricondurre all’innocenza di una festa.
Chiara Parisi
La conversazione con Chiara Parisi affronta il ruolo della mostra come spazio del pensiero, attraverso l’esperienza del Centre Pompidou-Metz e la relazione tra collezione, architettura, tempo espositivo e libertà dello sguardo.
Segno 307
È in uscita il numero 307 di Segno, un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea italiana e internazionale che attraversa mostre, artisti, istituzioni, fotografia, architettura, libri e riflessioni critiche.
A Guglionesi uno scrigno barocco racchiude il primo monumento eventualista
Una mostra collettiva voluta dalla Sovrintendenza nell’allora appena rinnovato Museo Sannitico ora Museo Archeologico di Campobasso, l’estetica eventualista teorizzata da Sergio Lombardo è potuta passare allo stadio successivo. È in quella occasione che Carlo Birrozzi allora sovrintendente del Molise fa la conoscenza dell’artista romano da vent’anni attivo anche a Termoli dov’è cresciuta la secondogenita.
Urban Mama
Urban Mama, firmata dalla ritrattista pugliese e visitabile sino al 15 ottobre al museo del territorio «Casa Pezzolla» di Alberobello, emergono essenze radicate nel tempo. Sugli scenari della città dei trulli, patrimonio di bellezza riconosciuto dall’Unesco, si mettono in posa donne gravide.
Contemporanea 2026. Il cantiere del contemporaneo
Quattro mostre trasformano il palazzo Orsini Colonna di Tagliacozzo in un laboratorio dove l’arte contemporanea si intreccia ai temi della percezione, dell’identità e della memoria.
Vestire l’inconscio. Elsa Schiaparelli e il corpo come spazio dell’immaginazione
Al Victoria and Albert Museum di Londra, nelle Sainsbury Gallery, Schiaparelli: Fashion Becomes Art, curata da Sonnet Stanfill, è la prima grande retrospettiva nel Regno Unito dedicata a Elsa Schiaparelli, la couturière che più di ogni altra ha trasformato l’abito in un dispositivo dell’immaginazione. Visitabile fino all’8 novembre 2026, la mostra riunisce oltre 400 oggetti tra abiti, accessori, profumi e opere d’arte, ricostruendo non soltanto la storia della maison, ma soprattutto la visione di una donna che ha ridefinito il rapporto tra corpo, moda e arte.
In ascolto della natura. Colloquio con Giannalisa Digiacomo
Dal 10 al 25 settembre 2026 si terrà presso la Galleria Iblea Symphosium di Ragusa la mostra Il silenzio sonoro di Giannalisa Digiacomo. La abbiamo intervistata per segnonline.
Sedimento: Codice – Tablet, Gill Gatfield
Futura Art Gallery presenta l’anteprima italiana dell’opera Tablet, opera scultorea dell’artista neozelandese Gill Gatfield, premiata con il New Zealand Small Sculpture Prize nel 2026, in occasione dell’attuale mostra a cura di Claudio Francesconi, Pietrasanta. Sotto le pendici delle Alpi Apuane, l’opera si connota di autorità scultorea ereditata dalla scelta ponderata di materiali in trasformazione, traghettando l’eredità modernista e le sperimentazioni verbo-visive delle neoavanguardie italiane in un campo di segni ancestrali, codici e tecnologie del contemporaneo.


