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Marco Piantoni conclude l’edizione 2025 di GemellArte

L’opera “Ti affido al mare” chiude il gemellaggio tra Terni e Saint-Ouen. GemellArte sfrutta i murales per la costruzione di una memoria collettiva.

Il festival italo-francese conclude il suo percorso indagando il tema dell’amore come traccia persistente nella memoria collettiva. Il tema “L’Amour / Ce qui reste” ha trovato il suo compimento definitivo a Saint-Ouen, alle porte di Parigi. A suggellare il percorso è stata l’inaugurazione dell’opera site-specific dell’artista italiano Marco Piantoni, intitolata “Ti affido al mare“. Si è così conclusa ufficialmente la settima edizione di GemellArte, il festival internazionale di arte contemporanea che, dal 2019, rivitalizza lo storico gemellaggio tra la città francese e Terni. Questa edizione segna un decisivo cambio di passo nella direzione artistica del festival. Si abbandona l’intervento puramente decorativo per abbracciare una vocazione partecipativa, orientata al recupero delle aree urbane marginali.

L’intervento, situato al civico 13 di rue Carnot, supera la tradizionale funzione decorativa del muralismo per abbracciare la Street Art relazionale. Piantoni ha trasformato la parete in un vero e proprio dispositivo di ascolto. Al centro della composizione campeggia una gigantesca bottiglia bianca che, emergendo simbolicamente dalle acque, si offre come superficie di accoglienza per le istanze della comunità. La natura dell’opera è incompleta senza l’interazione del pubblico. Residenti e visitatori sono stati invitati a “riempire” la bottiglia scrivendo messaggi d’amore direttamente sulla superficie pittorica. Tale processo ha convertito la creazione artistica in un archivio vivente, rendendola un monumento dinamico in perenne evoluzione.

Come sottolineato dalla critica, il muro cessa di essere una barriera per diventare un “porto emotivo”, uno spazio di deposito per frammenti di vissuto personale. Tale approccio metodologico riflette una precisa visione curatoriale della storica dell’arte Tiziana Zumbo, la quale, citando Maurice Merleau-Ponty, definisce l’arte come “carne del mondo”, un intreccio tra visibile e invisibile che necessita della percezione e dell’azione dello spettatore. In questo processo, il concetto di autorialità si dilata: l’artista predispone il contesto, ma è la cittadinanza a validarne il significato.

L’opera di Piantoni risponde a distanza all’intervento di Terni, firmato dall’artista francese DACO . Formatosi alle Beaux-Arts di Nantes, l’autore è celebre per la sua serie “GRAFFAUNE” e per uno stile che unisce graffiti e fauna. Sui muri umbri ha dipinto una coppia di cigni con i colli intrecciati a formare un cuore, simbolo universale di legami che resistono al tempo. Se a Saint-Ouen l’approccio è stato intimista e testuale, a Terni la declinazione del tema “L’Amour” ha assunto forme visive imponenti. La direzione di Chiara Ronchini si è impegnata per portare l’arte contemporanea fuori dai centri storici per rigenerare il tessuto urbano periferico.

Sotto la direzione di Gn Media e con l’alto patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Institut français, GemellArte 2025 conferma la sua vocazione di piattaforma di scambio culturale attivo. La manifestazione non si limita alla produzione di manufatti artistici, ma innesca processi di appropriazione dello spazio pubblico. Come evidenziato da Tiziana Zumbo e Alessio Crisantemi, presidente di Gn Media, il valore di questa edizione risiede nella capacità di trasformare muri anonimi in luoghi di dialogo pubblico. “Non è soltanto la vernice sulla parete, ma l’attivazione di una memoria collettiva che unisce due comunità industriali europee attraverso il linguaggio universale dell’arte urbana”.

Marco Piantoni
GemellArte 2025: L’Amour / Ce qui reste
Saint-Ouen
DACO
Terni
Tiziana Zumbo
Chiara Ronchini

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