Life is Elsewhere di Dominic Chambers

In una Torino introspettiva e spesso dedita alla valorizzazione e al ricordo degli “anni d’oro” segnati dall’Arte Povera e interventi locali successivi, molte gallerie hanno aperto e continuano ad aprire una finestra su realtà più o meno lontane a livello internazionale.

Luce Gallery, in questo clima, volge la sua ricerca e promozione artistica spesso sul territorio americano, con una prerogativa intenta a promuovere e sostenere il lavoro inedito di giovani artisti da poco approdati sul mercato dell’arte e li porta in Italia con la volontà di introdurre in una tradizione spesso troppo solida e restia, personalità d’impatto e con una voce altra.

Dominic Chambers – classe 1993 – è una prova esemplare di questa linea propositiva: giovane e con origini afroamericane. Di fronte alla molteplicità delle tecniche e i materiali che sono approdati nel mondo dell’arte nel corso dell’ultimo secolo, Chambers in prima istanza dichiara un ritorno alla pittura figurativa con note oniriche, tracciando una linea precaria tra realismo e surrealismo. I suoi dipinti esposti in Life is Elsewhere, infatti, ritraggono ragazzi e ragazze di colore che risultano essere i compagni di College di Chambers, accomunati da una passione comune per la creatività. Quest’ultima viene trasmessa attraverso un uso del colore non convenzionale – spesso le tele sono monocromatiche – e situazioni da intellettuali, per esempio nell’atto di leggere un libro. Queste caratteristiche, che segnano l’identità pittorica del pittore, lette su un piano più profondo, riflettono su due tematiche: la rivalsa della classica iconografia dell’uomo di colore, solitamente ritratto come schiavo o come personaggio collaterale; e le discriminazioni razziali che sin dall’alba dei tempi hanno segnato il rapporto tra “bianchi” e “neri”.

Nei dipinti questa duplice voce viene trasmessa attraverso ambientazioni riconducibili alla realtà – come gli alberi sullo sfondo di “A moment in yellow” (2019) o la camera da letto di “Blue Sugar Baby (Moses in Blue)” (2019) – storpiata con sfumature a perdita d’occhio che sconcertano chi guarda, perché non è più in grado di percepire il limite tra il concreto e l’immaginario. Questo limite, talvolta, viene esplicitato attraverso delle foglie dipinte che sembrano costruire una tenda in grado di separare, e allo stesso tempo ad isolare, i personaggi rappresentati da ciò che li circonda. Da un lato, quindi, questa dimensione altra che Chambers crea sembra rappresentare un mondo alternativo in cui le persone di colore sono quasi costrette a rinchiudersi, al fine di rifuggire le discriminazioni e i pregiudizi che purtroppo scandiscono la loro quotidianità (fortunatamente non come in passato); e parallelamente viene loro restituita una dignità che spesso viene dimenticata o per nulla considerata, che ricorda a tutti noi una semplice verità: non importa il colore della pelle, la lingua che parliamo, gli abiti che indossiamo, perché un cuore che batte ce l’abbiamo tutti e un cervello pensante pure.

Luce Gallery

Largo Montebello, 40 – 10124 Torino

Life is Elsewhere – Dominic Chambers

fino al 12 marzo 2020

Info: da martedì a venerdì, 15.30 – 19.30

website: www.lucegallery.com