Lee Mingwei, Fabric of Memory 2006–present. Installation view. Lee Mingwei and His Relations, Taipei Fine Arts Museum, 2015. Courtesy: Taipei Fine Arts Museum.

Gropius Bau: “禮 Li, Geschenke und Rituale” di Lee Mingwei

Il Gropius Bau presenta online la nuova mostra di Lee Mingwei “禮 Li, Geschenke und Rituale”

In Italia come all’estero proseguono i lanci delle mostre online precedentemente programmate. Tra questi il Gropius Bau, uno dei più attivi contenitori culturali di Berlino, ha lanciato ad inizio aprile “禮 Li, Geschenke und Rituale” di Lee Mingwei, a cura di Stephanie Rosenthal, Direttore di quest’istituzuibe e del suo assistente curatore Clare Molloy. Il catalogo in inglese e tedesco, pubblicato da Silvana Editoriale e redatto da Stephanie Rosenthal, sarà disponibile da metà maggio mentre alcuni estratti saranno accessibili online sul sito dell’istituzione tedesca.

L’esposizione, che inizialmente avrebbe dovuto aprire al pubblico il 27 marzo scorso, è stata successivamente proposta digitalmente in risposta alle misure adottate per via dell’emergenza di COVID-19. Il programma include sia video di presentazioni della mostra sia la possibilità di attivare virtualmente le opere selezionate e le due nuove opere appositamente create per il mondo digitale. Inoltre, il Gropius Bau mette a disposizione degli utenti digitali la possibilità di osservare virtualmente le installazioni, di poter accedere a estratti di cataloghi e testi di mostre dal proprio sitoweb.

Le installazioni e le performance di Lee Mingwei spesso operano sia all’interno della logica dello scambio materiale che al di fuori dei suoi limiti offrendo doni immateriali: “Intendo le mie opere come un modo per condividere il dono della canzone, il dono della contemplazione o il dono dello scambio con uno sconosciuto”, osserva l’artista. Legato ad una prassi imperniata sulle intime esperienze ed incontri con gli altri, richiedendo che i partecipanti si trovino nello stesso spazio dei suoi lavori cosicché due o più persone possano condividere momenti insieme, dal dormire al pranzo, dal rammendare i vestiti alle conversazioni con l’altro. Per questa esposizione ha lavorato insieme al team del Gropius Bau per dar vita ad un’esperienza intima da far vivere ai partecipanti, nonostante siano fisicamente separati. Inoltre, riprendendo tale filosofia, l’artista ha voluto accompagnare il lancio della mostra con la condivisione di un messaggio di solidarietà trasmesso dalla sua casa a New York City.

Per un opportuna visione della mostra è stato implementato il programma digitale di accompagnamento con vari lavori che diventano incontri virtuali: Sonic Blossom e Invitation for Dawn Sonic Blossom (2013/2020), che si basa sull’esperienza di Lee nel sentire Lieder di Franz Schubert con sua madre da bambino e successivamente nel provare conforto dalle canzoni durante l’allattamento dopo un intervento chirurgico, diventerà un incontro virtuale intimo tra un cantante che recita un canzone per un’altra persona. Una resa digitale è stata trasmessa in live streaming sull’account Instagram di Gropius Bau lunedì 6 aprile 2020 alle 15:00, consentendo gli spettatori di guardare il dono virtuale della canzone. Inoltre, Sonic Blossom sarà il punto di partenza per un nuovo lavoro sviluppato per il digitale alla luce della situazione attuale. Intitolato Invito per l’alba (2020), il pubblico è invitato a fare domanda per partecipare a questo progetto tramite il sito web del Gropius Bau. I partecipanti avranno la possibilità di partecipare virtualmente mentre un cantante d’opera regalerà una canzone ai suoi ospiti. Ogni cantante ha scelto un repertorio di tre canzoni, che suggerisce un “invito all’alba”, indicando un segno di speranza in questo attuale momento di crisi globale. Le domande di partecipazione a questo progetto possono essere inviate per email; le fasce orarie disponibili saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito web del Gropius Bau.

Il nuovo lavoro, Letter to Oneself (2020), appositamente creato di fronte all’attuale crisi, ha come punto di partenza The Letter Writing Project (1998/2020). Lee Mingwei invita il pubblico a scrivere lettere per se stesso, pensando a come saranno tra quattro o cinque mesi e quale sarà la loro situazione. Anche queste lettere possono essere inviate al Gropius Bau (Lettera a se stessi, Gropius Bau, Niederkirchnerstraße 7, 10963 Berlino, Germania) e saranno presentate quando la mostra sarà aperta al pubblico.

Lee, inoltre, nell’autunno 2019 aveva lanciato tre inviti rivolti a chi volesse partecipare e prendere parte ai suoi progetti. Per le opere Fabric of Memory (2006/2020) e The Living Room (2000/2020), l’artista era alla ricerca di intrattenitori, oggetti in tessuto con valore sentimentale e persone con collezioni uniche che avrebbero il piacere di condividere. In questo modo, l’artista ha dischiuso i suoi progetti alla comunità locale, ospitando questi volontari, le loro storie e oggetti nella sua mostra e, a sua volta, chiedendo loro di ospitare coloro che visitano lo spettacolo. Fabric of Memory rivela come le storie personali possono essere archiviate negli oggetti. I membri della comunità locale sono stati invitati a presentare abbigliamento personale e articoli in tessuto da loro realizzati. Questi oggetti sono stati inseriti in scatole di legno come parte dell’installazione, insieme a una storia personale che rivela l’intima relazione tra il destinatario e il creatore dell’oggetto. Per l’attivazione digitale dell’opera, i due curatori della mostra hanno preso il posto degli spettatori aprendo le scatole di abiti preziosi inviati al Gropius Bau e leggendo le storie legate ad essi. A queste intime sessioni d’archivio, precedentemente filmate, è possibile accedervi attraverso il sito web Gropius Bau e i canali dei social media nel corso della mostra. In The Living Room, l’artista trasforma lo spazio di una galleria museale in un salotto, consentendo ai volontari di agire come ospiti che condividono le proprie collezioni di oggetti che hanno un significato personale o estetico, creando una mostra nella mostra. Come parte del programma digitale, un interlocutore presenta la loro collezione tramite video sempre condivisi dal sito web del Gropius Bau e le piattaforme social nel corso della mostra.

Infine, un’introduzione video accompagna anche Our Peaceable Kingdom (2020), una nuova commissione ideata da Lee Mingwei appositamente per il Gropius Bau. L’opera è collegata a due concetti centrali: la continua esplorazione dell’artista della pace nei tempi contemporanei e l’esplorazione della tradizione classica – condivisa da entrambi i canoni occidentali e orientali – di imparare a dipingere da un maestro. Per il Gropius Bau, il suo punto di partenza per considerare la pace e le tradizioni pittoriche è l’iconico pittore folk americano Edward Hicks. Durante la sua vita, Hicks tornò più volte al motivo della pace nella sua serie di dipinti del Regno pacifico (1820-1849 ca.), 62 versioni delle quali sono oggi in collezioni pubbliche e private. A devoted Quaker, il lavoro di Hicks ispirato da Isaia 11: 6-8, offre una visione di pace sulla terra con diverse specie esistenti insieme in armonia. Lavorando all’interno di questa tradizione di diventare un maestro copiando l’opera del suo insegnante, Lee ha invitato 11 pittori a copiare il Regno pacifico di Hicks (1833 circa), e a loro volta questi artisti hanno invitato altri pittori a copiare le proprie opere, incorporando le proprie visioni di pace nei dipinti.

Oltre alla mostra che qui vi abbiamo presentato, sempre al Gropius Bau, avrebbero dovuto aprire altre mostre che a causa della situazione attuale, saranno posticipate: la mostra di Otobong Nkanga aprirà il prima possibile e durerà fino al gennaio 2021. La mostra The Cool and the Cold. Dipinti dagli Stati Uniti e dall’URSS 1960-1990, la Collezione Ludwig si svolgerà da aprile a settembre 2021, la mostra di Thea Djordjadze sarà in mostra da aprile ad agosto 2021. Le date esatte saranno presto annunciate.

Lee Mingwei: 禮 Li, Gifts and Rituals
Gropius Bau, Niederkirchnerstraße 7, 10963 Berlino, Germania gropiusbau.de
#gropiusbau