Castelbasso - Progetto Genesi
Theo Gallino, Pneumofonìe, 2021, terracotta-ferro, 58×12,5x10cm
Luogo
TOMAV - Torre di Moresco Centro Arti Visive
Via Roma - Moresco (FM)

Categorie

Data
Lug 04 2026 - Set 13 2026
In corso...
Ora
18:00
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Mostra

Theo Gallino | Pneumofonìe

Il TOMAV EXPERIENCE | Torre di Moresco, Centro Arti Visive (FM), annuncia Pneumofonìe, la personale di Theo Gallino a cura di Barbara Caterbetti, che si inaugurerà sabato 4 luglio 2026 ore 18:00 negli spazi del TOMAV di Moresco (FM).

«[…] era soprattutto un soffio, un ansito misterioso che pareva uscire dalla terra stessa». Grazia Deledda, Canne al vento, 1913.

Che forma ha il respiro?
È possibile trattenere ciò che, per natura, è destinato a disperdersi? Conservare il vento, archiviare una nuvola?
Da questa impossibile sfida prende vita Pneumofonie, la mostra personale di Theo Gallino, artista tra le voci più originali della ricerca italiana contemporanea, capace da oltre quarant’anni di interrogare il rapporto tra materia e trasformazione, permanenza e dissoluzione.

Nella suggestiva torre eptagonale del TOMAV di Moresco, il visitatore è chiamato ad attraversare un paesaggio di tracce e di resistenze. Non una semplice esposizione, ma un’esperienza immersiva in cui ogni materiale racconta una diversa strategia di sopravvivenza del fragile.

Terracotta, ferro, polvere di mattone, carte artigianali, sabbia vulcanica siciliana, resine trasparenti sono tutti elementi eterogenei che Gallino ricompone in dispositivi su cui si depositano le impronte del tarassaco e del pluriball, due presenze solo apparentemente inconciliabili. Da una parte il polline, emblema di ciò che vive soltanto disperdendosi; dall’altra la plastica industriale nata per proteggere, trattenere, custodire l’aria stessa.

L’artista mette in scena una tensione che appartiene profondamente al nostro tempo: il desiderio ostinato di preservare ciò che inevitabilmente sfugge. Le sue opere non celebrano la solidità delle cose, ma ne registrano l’instabilità. Intercettano il momento esatto in cui qualcosa cambia stato, si consuma, rischia di scomparire. L’allestimento guida il pubblico in una progressiva ascesa: dalla gravità tellurica delle opere in terracotta e ferro alla leggerezza sospesa delle carte, in un percorso che alleggerisce la materia senza mai sottrarla alla sua densità emotiva. A completare il percorso espositivo interviene il progetto sonoro inedito di Paolo Principi, fisarmonicista, compositore e sound designer attivo anche nel panorama internazionale della tecnologia musicale. Il respiro del mantice, amplificato e trasformato dall’elettronica, si fa eco della ricerca di Gallino: inspirare, trattene lasciare andare, dare forma all’impalpabile sapendo che, subito dopo, tornerà a svanire.

Barbara Caterbetti

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