Exhibition view:
Rosa Barba: Frame Time Open, MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Rome, 2025. Photo: Andrea Rossetti, courtesy the artist, Esther Schipper Berlin/Seoul/Paris, Vistamare Pescara/Milan © Andrea Rossetti Rosa Barba | Tangible kinships
Vistamare presenta Tangible kinships, la seconda mostra personale di Rosa Barba nella galleria di Milano. Il progetto espositivo si concentra sull’interesse costante di Barba per il cinema inteso sia come mezzo di creazione di immagini sia come sistema fisico che coinvolge luce, proiezione, performance e spazio. La mostra riunisce un nuovo gruppo di opere che intessono un dialogo articolato con il suo film Charge, presentato in anteprima al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 2025 e inedito in Italia. Il ‘film’ costituisce il punto di partenza per una molteplicità spaziale espansa che si manifesta come uno spazio oltre il cinema; e rappresenta la cornice materiale per indagare temi quali i paesaggi, i cambiamenti ambientali, la memoria, gli archivi e il rapporto tra cinema e astronomia. Le esplorazioni multiformi di Barba, tradotte in film, rivelano costantemente i legami tra il mezzo da lei scelto e i fenomeni naturali, come lo sfarfallio di una stella o di una proiezione e l’uso della luce come misura di distanza e tempo. Queste idee si collegano anche alla percezione, compresa l’illeggibilità e i limiti di ciò che possiamo vedere e comprendere. Come spiega l’artista, “un fatto essenziale sia per l’astronomia che per il cinema è che la luce può essere percepita solo in contrasto con l’oscurità che la circonda”. In questo contesto, la continua ricerca di Barba volta a mettere in discussione e a ridefinire verità e finzione, mito e realtà, metafora e materia, racconta di un’artista per la quale l’etica della responsabilità, dell’ospitalità e dell’empatia è un presupposto imprescindibile. E quando parla di speculazione concettuale, intende una zona di riflessione in cui è possibile formulare ipotesi—uno spazio che esiste per colmare lacune concrete della conoscenza, attraverso l’immaginazione e l’invenzione di possibili spiegazioni per i fenomeni misteriosi che popolano i nostri mondi. Il fulcro della presentazione da Vistamare è Charge (2025), un film in 35mm con suono ottico, che considera la luce come una fonte capace di trasformare il futuro e, quindi, come una forza potente all’interno dei processi tecnologici e ambientali. Girato attraverso paesaggi modellati da strutture di ricerca e infrastrutture industriali, il lavoro riflette su come energia, sperimentazione scientifica e ambiente costruito si intersechino. Come in molti film di Barba, la macchina da presa si muove attraverso luoghi in cui l’attività umana e i sistemi naturali si incontrano, si confrontano e si confondono a vicenda, suggerendo questioni più ampie su come la luce influenzi il modo in cui comprendiamo e plasmiamo il mondo. Accanto al film, la mostra introduce una serie di nuove opere scultoree realizzate in parte in vetro e altri materiali trasparenti e porosi, e in parte con pellicole e meccanismi cinetici. Queste opere, in dialogo tra loro e con il pubblico, interagiscono con l’idea di immagine proiettata, riflettendo e rifrangendo la luce in tutta la galleria, estendendo il film (inteso come performance) oltre lo schermo. Come un insieme instabile—in cui la luce e i riflessi sono condizionati da ciò che accade nello spazio—le opere danno forma a un ambiente in cui immagini in movimento, elementi scultorei e suono si dispiegano. L’installazione mette così in risalto l’approccio distintivo di Barba, spesso intrigante e orientato all’indagine, a un cinema che “permette al tempo e allo spazio di vibrare, collassare, sovrapporsi ed espandersi”, per necessità, senza alcun espediente.

