Segno Abruzzo e dintorni 2026
Nicola Biagetti – work in progress
Luogo
Le Fonticelle
Via Filangieri, 28 - 86095 Frosolone IS

Categorie

Data
Giu 14 - 21 2026
Evento passato
Ora
17:30
Etichette
Mostra

Rilievi | Nicola Biagetti e Miriam Montani Magrelli

Domenica 14 giugno 2026, dalle 17.30, presso la casetta dei pastori della famiglia Fazioli (SCIASC), si terrà Rilievi, la mostra finale del progetto di residenza d’artista “Ogni montagna ha una voce lenta”, a cura di Bianca Basile e promossa dal progetto Le Fonticelle di Frosolone (IS), svoltasi tra il 28 marzo e il 1° aprile con il patrocinio dell’omonimo Comune molisano.

Il titolo è da leggere in riferimento al paesaggio montano, contesto della residenza, e al modo in cui gli artisti Nicola Biagetti (1995, Bologna) e Miriam Montani Magrelli (1986, Cascia) sono stati invitati dalle direttrici artistiche, Alicya ed Elena Ricciuto, a incontrare il territorio: rilevando un terreno d’incontro con la propria pratica artistica, che diventa plurale nel contesto della mostra.

In entrambi i casi il titolo risuona all’interno della loro ricerca: Biagetti adotta il camminare come metodo di rilevazione e rivelazione del contesto attraversato; Montani Magrelli porta alla luce, trasforma e allevia le derive dell’alienazione umana.

Nella cornice curatoriale, il territorio è inteso come sistema di relazioni culturali e materiali che collegano i suoi abitanti: persone, animali, piante e minerali.

A causa della costrizione delle specie vegetali in aree sempre più ristrette, chi vive nelle metropoli spesso sperimenta la plant-blindness, un bias cognitivo per cui gli esseri umani tendono a ignorare le specie vegetali. Abitare lo spazio urbano si limita sempre di più al suo mero attraversamento, spesso distratto. Camminare è un’attività (re)legata ai luoghi e ai momenti del “tempo libero” quindi, nei casi più fortunati, all’escursione del fine settimana. Alla marginalizzazione metropolitana delle piante corrisponde quella degli animali non umani. Questa categoria di individui è spesso poco integrata in città come coabitante ed è considerata essenzialmente in due forme diametralmente opposte: l’addomesticamento o il consumo, spesso sotto forma di prodotti industriali provenienti da allevamenti intensivi.

Al contrario, Frosolone (IS) sorge su un promontorio incastonato tra rupi, colline, boschi e pascoli. Nel paese l’elemento naturale detta ancora oggi le condizioni della componente urbana. Tutte le strade sono costruite in pendenza e confluiscono verso le porte del paese per favorire il deflusso dell’acqua piovana. In modo analogo, il meteo e le stagioni dettano i ritmi della vita economica e le domeniche non contano per chi si trova a gestire una stalla.

Come in altri paesi delle regioni “interne”, le ditte sono di piccola e media dimensione e, per quanto riguarda la produzione casearia, diverse lavorano i prodotti dall’inizio alla fine, a contatto diretto con gli animali. Qui, le differenze tra aria aperta e lavoro, animali “da compagnia” e “da profitto”, cultura materiale e immateriale si assottigliano di gran lunga rispetto a qualsiasi contesto metropolitano. I centri culturali del paese, così come i settori economici più importanti, si fondano sugli animali da pascolo.

L’operazione dei due artisti che hanno attraversato i luoghi e le relazioni che li costituiscono, durante il periodo della residenza, pone al centro questo quotidiano legame a doppio filo tra vita umana e animale.

In occasione della mostra, il lavoro di Miriam Montani Magrelli è dedicato innanzitutto a restituire centralità agli animali, ma torna a dare peso anche al ruolo delle donne, nel contesto dell’economia appenninica. Fino a cinquant’anni fa era molto comune che le mogli, le madri e le figlie dei pastori, oltre a portare avanti la casa, avessero un peso specifico non indifferente nella ditta a conduzione familiare. Data però la mancata separazione tra casa e lavoro, il loro ruolo era spesso invisibilizzato. Nella pratica dell’artista, sono spesso sperimentati processi di trasformazione e di assottigliamento della materia, volti a far emergere significati taciti o occulti, a sublimare e ad alleggerire le derive dell’alienazione umana. Le proprietà dei materiali utilizzati, talvolta di tipo organico e lavorati anche in stati alterati o degenerati, rivelano la portata simbolica e metaforica degli stessi elementi, attraverso il processo artistico.

Nicola Biagetti utilizza il corpo, nell’atto del camminare, come dispositivo percettivo attraverso le logiche e gli strumenti della fotografia. L’indagine al centro del suo lavoro riguarda la relazione tra l’essere umano e lo spazio, concepito come un ambiente fluido in cui diverse identità si influenzano reciprocamente. La sua ricerca attraversa gli ambiti del design, della fotografia e delle arti visive, portandolo a collaborare con gruppi di lavoro eterogenei e ad attingere ai linguaggi del reportage, dell’installazione partecipativa e dello storytelling. Dopo aver preso parte a una transumanza di tre giorni da Duronia (CB) a Capracotta (IS), in occasione dell’evento, l’artista risignifica una parte di tratturo, da Acquevive alla sede della mostra. Il percorso sarà punteggiato da una restituzione simbolica del camminare interspecifico, di cui l’ultima tappa sarà inaugurata con una breve passeggiata collettiva.

L’evento costituisce un momento ulteriore di scambio – motore del progetto – nello spirito dell’ospitalità e della (ri)scoperta identitaria, individuale e collettiva, con cui sono nate Le Fonticelle di Frosolone. La residenza d’artista nasce da un sentiero comunale, crocevia antico tra le attività del paese e le strade che portano alle altre località vicine. Qui Alicya e Maria Elena Ricciuto, nel 2021, hanno riscoperto il sentiero non solo come parte della propria storia personale ma come motore di una connessione rinnovata e generativa attraverso l’arte.

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno del Comune di Frosolone e del bando Solidarity projects (European Solidarity Corps).

X
×