Renato Guttuso | Opere scelte dal 1947 al 1985
La Galleria Accademia Torino, in collaborazione con Moz-Art Arte Contemporanea di Mantova, presenta una mostra antologica dedicata a Renato Guttuso (Bagheria 1911 – Roma 1987), tra i massimi pittori del Novecento italiano. La selezione di ventidue opere — oli, chine, disegni e tecniche miste — abbraccia quasi quarant’anni di ricerca, dal 1947 al 1985, restituendo la straordinaria coerenza di un linguaggio che ha costantemente rifiutato il formalismo fine a se stesso per abbracciare l’urgenza del reale.
I curatori sono Sergio Pajola Luca Barsi e Stefano Mario Bocchi.
Il percorso espositivo si apre nel secondo dopoguerra con capolavori come Natura morta cubista e Cocomero cubista (1947), dove la scomposizione formale di matrice picassiana diventa strumento per indagare violenza e crudezza degli oggetti quotidiani. Si sviluppa poi attraverso il nucleo degli anni Sessanta — il più politicamente denso — con opere come Martire Algerina (1960), Discussione politica (1960), A Marat, David, Géricault (1962) e il grande Nudo di fronte (1963), fino ai dialoghi con i maestri (Testa di toro “da Picasso”, 1973; Donne di Arles “da Van Gogh”, 1978; Omaggio a Morandi, 1966) e alle allegorie della maturità, sigillate dal Coccodrillo o Je ne brûle pas (1983), allegoria del tempo che divora ogni cosa.
Accanto alla dimensione politica e monumentale, la mostra rivela il versante più intimo: i nudi degli anni Sessanta-Ottanta, i paesaggi siciliani — da Paesaggio di Palermo (1966) a Case e terrazze di Bagheria (1976) — e le nature morte mediterranee come Peperoni ed orecchie Rocco (1961) e Verza (1972). A completare il percorso, i bozzetti per il Macbeth (1963), gouache per le scenografie e i costumi del Teatro Regio di Parma, testimonianza del fertile rapporto di Guttuso con il teatro musicale.
Tutte le opere in mostra sono documentate nel Catalogo Ragionato generale curato da Enrico Crispolti (Milano, Giorgio Mondadori & Associati, 1983–1989) e provengono da collezioni private.
