Andreas Zampella, “Primavera”, 2026, Oil on canvas, 40x60cm Quasi Maturi
La V edizione di Nucré | Rassegna d’arte contemporanea, dal titolo Quasi Maturi, a cura di Elena Forin, rende omaggio alla natura e ai suoi frutti. Crescita, maturazione, ciclo naturale e cosmico, attaccamento e caduta sono solo alcune delle esperienze che la mostra evoca in un viaggio emozionale: come si raggiunge lo stato di crescita ideale? E come incidono il tempo, i valori collettivi e le dinamiche economiche su l’appetibilità della merce?
In un momento in cui la perfezione estetica prevale sulla qualità complessiva, Quasi Maturi sceglie la frutta, le colture e il cibo come metafore per avvicinare tematiche più ampie, cercando nell’approssimazione e nell’imperfezione del termine “quasi”, quella variabile in cui si manifestano aspetti spesso sottovalutati, secondari o sommersi, ma anche urgenti e cruciali nella definizione del nostro tempo.
L’esposizione, che coinvolge artisti italiani e internazionali di diversa appartenenza generazionale, nasce come sempre da un confronto con il territorio di Ceglie Messapica. Pensiamo ai meravigliosi orti, anticamente integrati a molte case del paese; e allo stesso Castello normanno, cinto sul retro da un ampio e rigoglioso giardino, oggi privato, che, visibile dal piano nobile, rappresenta una cornice di straordinaria bellezza caratterizzata da specie vegetali di vario genere. L’estensione del paese va però ben oltre il solo centro storico, che conserva tuttora uno stretto rapporto con il mondo della produzione contadina delle attigue contrade rurali: il legame tra Ceglie e la sua campagna è radicato nella storia delle famiglie che da sempre la vivono, e che continuano, pur nei cambiamenti del tempo, a muoversi tra un contesto e l’altro.
Anche per evocare questo tragitto, Quasi Maturi si articola in tre sedi, portando il pubblico dal Castello Ducale al vicino Ristorante Cibus sempre nel centro storico sino al Trullo Rubina in Contrada Menzella, nel cuore della campagna cegliese.
Gli artisti coinvolti esplorano, infatti, il tema non solo nell’accezione organica ed esistenziale di crescita, ma anche l’ecosistema e il mercato costruito intorno a questo elemento. In un percorso espositivo che si muove tra città e campagna, il frutto diviene quindi soggetto di analisi legate alla dimensione economica ed esistenziale, abbracciando dinamiche ambientali, sociali, culturali e collettive.
Al Trullo Rubina in un territorio in cui le colture crescono seguendo antichi metodi oggi capaci di interfacciarsi con i principi dell’innovazione – l’esposizione presenta opere chiamate a dialogare con il genere tradizionale della natura morta, con il valore della terra, del tempo organico, dello sviluppo e della cultura collettiva attraverso le opere di Alejandro Almanza Pereda, Gianfranco Baruchello, Giuseppe De Mattia, Angelo Filomeno, Achille Funi, Eleonora Mariani, Giorgio Morandi, Isabella Ponte, Man Ray, Sissi, Daniel Spoerri, Giuseppe Urso, Andreas Zampella.
La Sala Consiliare del Castello di Ceglie, con l’ampio bacino di socialità che il centro civico attira, offre invece la possibilità di mettere maggiormente a fuoco la tensione tra frutto, tempo, antico sapere e richiesta del mercato globale, evidenziando la tensione tra genuinità, qualità e appeal dell’immagine. Saranno infatti qui esposti i lavori di Gianfranco Baruchello, Alik Cavaliere, Giuseppe De Mattia, Ingela Ihrmann, Glenda León, Piero Gilardi, Eleonora Mariani, Shimabuku, Sissi e Andreas Zampella.
A pochi passi dal Castello, il Ristorante Cibus, promotore della cucina dissidente del territorio tradizionale pugliese, accoglie invece un’opera dell’inglese Marc Quinn, che con la sua composizione richiama l’attenzione al valore della bellezza, ma anche ai processi congelati e accelerati a cui sono sottoposte le materie prime: un invito a riflettere sull’esperienza estetica e sulla sua autenticità, in linea con le scelte dello chef.
Attraverso un sistema di rimandi tra le tre sedi e linguaggi eterogenei che spaziano dalla scultura al video, dalla pittura all’installazione, dal disegno alla fotografia, Quasi Maturi affida la propria intensa narrazione a nomi consolidati della ricerca come Gianfranco Baruchello, Piero Gilardi, Giorgio Morandi, Alik Cavaliere, Man Ray; ad alcuni raffinati esempi dell’indagine internazionale come Shimabuku, Ingela Ihrmann, Glenda León, Alejandro Almaza Pereda, Daniel Spoerri e Marc Quinn; alle sperimentazioni pittoriche di Eleonora Mariani, Andreas Zampella, Isabella Ponte, a quelle scultoree e antropologiche di Sissi, all’universo installativo di Giuseppe De Mattia e di Angelo Filomeno, ai volumi essenziali e alle figurazioni antropomorfe delle tele di Giuseppe Urso.
La mostra sarà accompagnata, come di consueto, da un catalogo bilingue con testi di Elena Forin, Rita Urso e Remo Urso.
La rassegna è realizzata è realizzata grazie al contributo del Comune di Ceglie Messapica e di BCC San Marzano, da 70 anni è attiva verso uno sviluppo sostenibile ed inclusivo del territorio. Inoltre è patrocinata dal Museo Pino Pascali di Polignano a Mare.
