Sabe

Luogo

Galleria Gilda Lavia
Via dei Reti, 29/C, 00185 Roma RM

Categorie

Data

Apr 09 2026 - Giu 13 2026
In corso...

Ora

18:00

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Mostra

Petra Feriancová – Hydra’s heads

La Galleria Gilda Lavia ha il piacere di ospitare Hydra’s heads, mostra personale dell’artista Petra Feriancová che inaugurerà giovedì 9 aprile alle ore 18,00.

L’opera di Feriancová si muove tra fotografia, scultura e installazione, attingendo spesso ad archivi personali e materiali eterogenei per riorganizzarli in strutture non lineari. In questa occasione, l’artista invita il pubblico a un’esperienza fisica e intellettuale, stimolandolo alla riflessione sulla memoria, sul mimetismo e sulla stratificazione della materia, da sempre nucleo della sua ricerca.

Il cuore dell’esposizione è un’installazione site-specific che costringe il visitatore a un’interazione fisica immediata. Entrando nello spazio della galleria, la percezione della stabilità viene meno: l’opera non è un oggetto da osservare, ma una materia viva che “accade” sotto i piedi. L’artista trasforma il pavimento in un territorio fragile e instabile, dove il pubblico è chiamato a muoversi come su una massa bollente di lava o creta, alla ricerca di un equilibrio precario.

La stessa Feriancová, in un testo scritto per la mostra, descrive il lavoro come segue:
“Entrando nella galleria, ti fermi. Ti fermi perché ciò che sta sotto i tuoi piedi è instabile e, allo stesso tempo, fragile. Non è terra ferma: è materia viva che accade sotto i tuoi passi.”
In questa dimensione, la storia non è una linea retta ma uno sviluppo verticale. Come sottolinea l’artista stessa, “il pianeta aumenta a strati”; e a Roma, questa stratificazione diventa evidente: ci si china sul passato come su una vetrina museale, scoprendo ciò che è stato sepolto per diventare eterno.

Il percorso espositivo esplora l’inevitabilità del “concetto collettivo” e la capacità di rinnovamento della materia. Attraverso l’uso di materiali organici e sintetici, Feriancová indaga la fragilità dei corpi e l’immortalità dell’arte. Come l’Idra mitologica, che si rigenera a ogni ferita, la mostra riflette sulla durata della vita e sulla memoria che si stratifica verticalmente, proprio come i millenni sotto il suolo di Roma.

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