Luogo

Fondazione Cosso - Castello di Miradolo
San Secondo di Pinerolo (TO)

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Data

Mag 20 2022 - Ago 24 2022
In corso...

Ora

15:00

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Talk - Incontro

Oltre il giardino. L’abbecedario di Paolo Pejrone

Francesco Poli e Oscar Chiantore, Giovanni Frangi, Enrico Carlo Bonanate, Giulio Caresio, Rosellina Archinto, Daniele Jalla sono i protagonisti degli appuntamenti di approfondimento sulle tematiche e sulle opere esposte nella mostra “Oltre il Giardino. L’abbecedario di Paolo Pejrone” al Castello di Miradolo (TO). 

Il progetto espositivo è stato immaginato come un cammino ideale lungo un anno, che segue il corso delle stagioni e accompagna il trascorrere del tempo con le opere in mostra che cambiano con il variare delle stagioni. Intorno al concetto di abbecedario, in rigoroso dis-ordine alfabetico, si trovano i pensieri, i riferimenti, i dubbi e le speranze che hanno segnato gli oltre 50 anni di carriera dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone in dialogo con opere d’arte, oggetti, fotografie, acquerelli, progetti, memorabilia, video e installazioni di Andy Warhol, Lucio Fontana, Giuseppe Penone, Mario Merz, Giovanni Frangi, Giorgio Griffa, e molti altri ancora. 

Le 6 conversazioni sono in programma dal 26 febbraio al 2 giugno, il sabato pomeriggio alle ore 15. Sono gratuite, comprese nel biglietto di ingresso alla mostra, ed aperte a visitatori, appassionati d’arte ed insegnanti (gli incontri sono infatti inseriti nel calendario del corso docenti del Progetto Ulisse, accreditato dal MIUR a livello regionale). Ad ogni appuntamento, alle 16,30, segue una visita guidata con i curatori della mostra Paola Eynard e Roberto Galimberti. Per rendere il più possibile i contenuti accessibili al pubblico è prevista la registrazione audio degli incontri e la successiva pubblicazione sul canale Spotify del Castello di Miradolo. 

Gli incontri, a cura di Paola Eynard e Roberto Galimberti, in collaborazione con Enrica Melossi, sono progettati e organizzati dalla Fondazione Cosso. 

IL CALENDARIO

Sabato 26 febbraio, ore 15
“Materiali naturali e materiali artificiali. Problemi di conservazione”Con Francesco Poli e Oscar Chiantore 
La scarsa conoscenza delle tecniche e dei materiali dell’arte contemporanea e della loro deperibilità ha portato finora quasi sempre alla scelta di non intervenire. Oggi invece si tende a considerare il restauro possibile, se riunisce due condizioni fondamentali: la conoscenza di tecniche e materiali e la consapevolezza del significato che questi hanno per l’artista stesso. 

Sabato 5 marzo, ore 15 
“Giovanni Frangi alle prese con la natura”Con Giovanni Frangi 
“Sono un pittore realista e da ormai un po’ di tempo ho deciso che la natura sia il mio solo campo d’azione. Ho da sempre trovato le ragioni del mio lavoro nell’osservazione diretta dei fenomeni naturali. Dai boschi ai sassi, dai cieli alle isole, dalle ombre alle foglie, dalle ninfee alle montagne come in un viaggio su un treno senza fermate. Con sempre la necessità di mantenere la presa diretta: un’azione necessaria perché scatti quel corto circuito in cui si confonde il futuro con il passato”. 

Sabato 26 marzo, ore 15 
“Arte e Natura” Enrico Carlo Bonanate – Pav 
Il significato ecologico, metaforico e sociale dei giardini costituisce un ricchissimo filone di ricerca e un tema ricorrente nella storia dell’arte e dell’architettura. I giardini possono dirci molto sui tempi in cui viviamo, al punto che esistono numerosi esempi storici del giardino come specchio della società e, ancor più, come specchio della relazione che le società costruiscono con la natura, il modo in cui scelgono di addomesticarla, tutelarla, sfruttarla o proteggersi da essa. Il cambiamento climatico ci costringe a ridefinire radicalmente l’attuale rapporto tra cultura e natura, rendendo necessario riesaminare criticamente i nostri ruoli, non in opposizione alla natura ma come parte di essa. Molti artisti contemporanei propongono analisi, letture, rappresentazioni e metafore del modo in cui sfruttiamo ed esauriamo le risorse naturali, sfidano a rimodellare il nostro rapporto con il mondo naturale. Così, un parco destinato all’arte contemporanea, nell’epoca della transizione ecologica, può proporsi come specchio di un rapporto con la natura che sia in evoluzione, che si faccia istituzione mobile, dinamica, pronta a modificarsi e lasciarsi modificare dalla natura, in qualche modo, nell’abbracciare la missione di farsi teatro di pratiche sperimentali connotate da una particolare sensibilità ecologista. 

Sabato 7 maggio, ore 15 
“Oltre la dominazione, in un mondo di relazioni, tra note e frammenti” Con Giulio Caresio. Annotazioni su Giorgio Griffa.  
In un’epoca di frammentazione e isolamento risulta più facile percepire che siamo tasselli di una rete di relazioni. Relazioni con gli altri, con la natura, con l’ambiente, con gli strumenti del nostro lavoro. Relazioni in certi casi essenziali per dar senso al nostro vivere e per definire la nostra identità. Il compito che sembra suggerirci il nostro tempo è quello di imparare a riconoscere, a sostenere, a interagire e cooperare con la rete delle nostre relazioni essenziali. Dal lavoro e dal pensiero di Giorgio Griffa, tra arabeschi e frammenti di musica e pittura, spunti per andare oltre il principio di dominazione. 

Sabato 21 maggio, ore 15 
“Viaggi di carta. Il piacere della lontananza” Con Rosellina Archinto
I libri come gli aeroplanini di carta della nostra infanzia: un gioco, un messaggio agli amici, un modo per liberare l’immaginazione e trasformare in poesia la prosa spesso grigia del cosiddetto quieto vivere. Per Rosellina Archinto, grande signora della piccola editoria di qualità, il libro è sempre un viaggio per destinazione ignota. Dunque, viaggio di conoscenza. 

Giovedì 2 giugno, ore 15 
“L’Emblema della Repubblica Italiana a seconda dei gusti. La vera storia”. Con Daniele Jalla 
“La vicenda che portò all’adozione dell’Emblema è stata ricostruita nel dettaglio innanzitutto da Mario Serio, il primo ad essersene occupato attingendo alle fonti conservate dall’Archivio Centrale dello Stato che al tempo dirigeva. Dopo di lui, altri se ne sono interessati, fondamentalmente a partire dal suo saggio, ma anche aggiungendo altri elementi, dettagli, considerazioni. A margine, molto a margine si è andata sviluppando una diatriba curiosa, volta a stabilire se l’Emblema avesse una radice massonica e se il suo autore fosse massone, per alcuni una colpa, per altri un punto di merito. Nipote dell’autore dell’Emblema, ho avuto il privilegio di poter consultare l’archivio di famiglia e questo mi consente di intervenire apportando nuovi elementi alla ricostruzione della vicenda, che in parte consentono di esaminarla dal punto di vista dell’autore, in parte aggiungono pochi, ma fondamentali dettagli in grado di arricchirne l’interpretazione e al tempo stesso di smentire altre ipotesi, quelle più campate per aria, peraltro”. 


Mezz’ora con… – Mostra Oltre il giardino. L’abbecedario di Paolo Pejrone
Conversazioni | 26 febbraio – 2 giugno 2022
Info e calendario su www.fondazionecosso.com