Michelangelo Antonioni, Montagne incantate III, stampa fotografica Michelangelo Antonioni | Le Montagne Incantate
È un giovane leone arrivato dall’Albania che ha dato forma a un nuovo inizio.
Si chiama Mihal, ha quattro anni e, dopo un lungo viaggio di oltre 3.000 chilometri attraverso l’Europa, ha trovato casa nel cuore della Maremma toscana, presso Animanatura Wild Sanctuary di Semproniano. Il suo arrivo non rappresenta soltanto una storia di salvataggio e accoglienza: diventa il simbolo di una trasformazione più ampia, quella di una realtà che, dopo trent’anni di lavoro nella tutela animale, apre un nuovo capitolo della propria storia diventando “Fondazione Animanatura ETS”.
Da questa coincidenza simbolica – un leone che inizia un nuovo capitolo e un progetto che si rinnova – nasce l’idea di esporre Le Montagne Incantate, mostra dedicata a Michelangelo Antonioni, a cura di Matteo Pacini, presentata da Fondazione Animanatura e inaugurata sabato 18 luglio 2026, dalle ore 18.30 alle 22.30, presso la Pieve di Santa Cristina a Rocchette di Fazio, con la partecipazione straordinaria di Enrica Fico Antonioni, madrina dell’evento.
È stata proprio Enrica Fico Antonioni a riconoscere nel giovane leone una particolare intensità espressiva, una qualità dello sguardo e della presenza che le ha evocato, per sensibilità e tensione
poetica, l’universo visivo di Michelangelo Antonioni. Da questa suggestione prende forma un progetto che mette in relazione arte, natura e paesaggio, trasformando un anniversario in un’occasione di riflessione culturale e di responsabilità condivisa.
Al centro dell’esposizione la celebre serie Le Montagne Incantate nata dalla rielaborazione pittorica di immagini fotografiche e caratterizzata da visioni sospese tra paesaggio reale e immaginazione, materia e astrazione. Attorno alle opere di Michelangelo Antonioni si sviluppa un dialogo con i lavori di Enrica Fico Antonioni e Francesca De Mai, artisti appartenenti, per vicinanza umana e culturale, all’ambiente familiare e relazionale che negli anni si è formato attorno al regista.
Nella diversità dei linguaggi e delle generazioni, le opere raccolte condividono un rapporto profondo con la natura, intesa non come semplice soggetto ma come spazio mentale, dimensione simbolica e terreno di trasformazione. Un humus culturale comune, sedimentato nel tempo, che trova nella figura di Michelangelo Antonioni un riferimento capace di attraversare sensibilità artistiche differenti.
Visitabile fino al 09 agosto 2026, la mostra rappresenta un appuntamento pubblico di un programma culturale più ampio con cui Fondazione Animanatura intende affiancare alla cura e alla protezione degli animali una riflessione sui linguaggi della sensibilità contemporanea, sul rapporto tra essere umano e natura e sulla possibilità di costruire nuove forme di consapevolezza.
