Luogo

Galleria Massimo Minini - Brescia
Via Apollonio, 68 25128 Brescia
Sito web
http://www.galleriaminini.it

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Data

Gen 15 2022 - Feb 26 2022
In corso...

Ora

11:00 - 18:00

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Mostra

MAURIZIO DONZELLI: immaginale

A volte basta spostare un accento…
Immaginate che il titolo di un racconto o di un comunicato stampa o di una favola sia “IMMAGINÀLE”.
E che quello di un’altra favola sia “IMMÀGINALE”.
Il primo afferisce direttamente all’immàgine, potremmo dire: “che suscita immagini” oppure “denso di immagini”.
Certo, una parola sola, neppure tanto usuale, anzi oltremodo inconsueta, messa lì in mezzo alla pagina bianca, fa
presupporre che l’estensore (come qui lo scrittore di questo breve elzeviro) voglia fare sfoggio della propria erudizione e
anche della propria dimestichezza con le difficoltà della scrittura (e naturalmente della lettura).
Sì, perché uno non ti sbatte in faccia una parola come questa, più o meno come le parole delle eccezioni in latino o gli
apax legòmenoi del greco, parole pochissimo usate (o addirittura usate una sola volta in tutta la storia della letteratura).
Alle medie, quando studiavamo il latino, passavamo ore ed ore su questioni che non avremmo più ri-incontrato nella
nostra carriera di svogliati studenti.
Un po’ come accadeva con il francese o l’inglese di cui ci venivano sottolineate tutte le varianti possibili di verbi che
facevano eccezione e che mai più ci sarebbe capitato –fortunatamente- di utilizzare.
E poi al pub naturalmente davanti ad un bitter non sapevamo che dire e come dirlo.
Immàginale invece, con quel suo imperativo senza scampo ci obbliga o ci consiglia caldamente a far funzionare la nostra
fantasia creativa e, chiusi gli occhi, a pensare ad una realtà diversa, immaginata. (“Imma” nella cultura sufi significa
vedere col cuore).
Immaginazione è nascita continua quindi ri-nascita di immagini.
Un po’ come Ian Wilson spiega il proprio lavoro: aperto e non chiuso ad esperienze sensoriali, che permettono di
raggiungere l’illuminazione durante una passeggiata in un bosco, nei campi o in un museo davanti a un dipinto.
Oppure come la radice del lavoro di Robert Barry che ha selezionato un numero molto ristretto di parole che aprono e
non chiudono, indicando orizzonti lontani e onnicomprensivi e non lo hic et nunc dell’implacabile evidenza dell’oggetto.
Questa dotta dissertazione riguarda il titolo ma non il contenuto della mostra e delle opere che sono degli pseudo dipinti
ottenuti raffreddando gli originali ad olio con l’intervento tecnico della fotografia.
L’autore dipinge grandi superfici con l’oro, con il nero e relativi passaggi di grigio; l’effetto è quello di una decorazione
dove la traccia del pennello è un segno a curve continue che tende ad occupare tutta la campitura della tela. L’oro e il
nero sono in un certo modo antitetici, luce per uno e buio per l’altro.
Dall’oggi al domani, dalla vita alla morte, dall’alfa all’omega, dallo yin allo yang senza soluzione di continuità.

(Massimo Minini, 1 gennaio 2022)

Inaugurazione: sabato 15 gennaio 2022, dalle 11 alle 18 – fino al 26 febbraio

Galleria MASSIMO MINIMI

Via Apollonio, Brescia

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