Luca Moscariello – Il drappo e l’uva
A partire dalla mitologica sfida tra Zeusi e Parrasio, l’arte pittorica ha sempre giocato con i materiali di illusione e realtà, astuta finzione e prosaica concretezza, capaci di allargare il limite di ciò che si rappresenta, amplificando in maniera insospettata quel sottile spessore su cui si trova a lavorare l’artista. L’oggetto di visione è al tempo stesso stabile e scivoloso, rendendo l’esperienza dell’osservare quella che è, in fondo, una banale porzione quadrangolare dello spazio sulla parete, incredibilmente più complessa di quanto ci si aspetterebbe. Luca Moscariello, con un fare per certi versi analitico, cui però si accompagnano una seria ironia e una ponderata leggerezza, ha fatto di questo nucleo originario del dipingere l’intero campo della propria ricerca. Nelle sue opere, vorremmo mangiare l’uva tratteggiata da Zeusi o scostare il drappo ingannatore che dovrebbe nascondere la composizione di Parrasio. L’aneddoto antico ci insegna che ciò è impossibile perché i presunti oggetti si rivelano in definitiva essere delle immagini. Capita invece di rendersi conto che, talvolta anche quell’uva può essere vera e quel drappo può essere realmente sollevato. Moscariello amplifica infatti le possibilità di questa costante perdita di equilibrio cognitivo, aggiungendo elementi che sembrano a un primo sguardo ingannevoli, rappresentati (“Ah! Il pittore qui sta cercando di fregarmi!”), per rivelarsi poi effettivamente reali, in un girotondo mentale continuo che non lascia alcun approdo sicuro e, conseguentemente, nessuna verità stabile.


