Art Basel Basel

Luogo

BUILDING
Via Monte di Pietà 23 20121 Milano

Categorie

Data

Mar 26 2026 - Mag 23 2026
In corso...

Ora

17:00

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Mostra

Giovanni Campus – Tempo e Passione

Dal 26 marzo al 23 maggio 2026, BUILDING GALLERY presenta GIOVANNI CAMPUS Tempo e passione. Un omaggio all’artista (1929-2025),mostra dedicata al Maestro, a pochi mesi dalla sua scomparsa.

L’esposizione, a cura di Marco Meneguzzo, nasce dal desiderio di celebrare e rendere omaggio a una delle ricerche più rigorose e coerenti del panorama artistico contemporaneo italiano. Attraverso una selezione di opere emblematiche dell’artista – riunite nel percorso espositivo dal piano terra al primo piano della galleria – la mostra restituisce la forza di un linguaggio essenziale, fondato sul dialogo tra tempo, spazio e segno.

Come osserva il curatore Marco Meneguzzo: “Negli ultimi anni, Tempo in processo è stato il titolo di quasi tutte le opere, le azioni e le mostre di Giovanni Campus. “Tempo in processo” significa considerare un fattore universale – il tempo –, collegato al tempo umano, che non è solo “divenire”, ma appunto “processo”. Tutta la sua attività di scultore ruota attorno alla processualità, che è peculiare dell’essere umano, perché a sua volta implica una volontà di agire. Così, quelle che sembrano sculture silenziose, minimaliste, immanenti, parlano invece, sempre, delle mani che le hanno installate, e che di necessità non sono solo quelle dell’artista. Per Campus, infatti, lo scultore è un catalizzatore di forze, e la scultura un’impresa collettiva.

L’intero percorso espositivo, allestito nei primi due piani di BUILDING GALLERY, intende rammentare e celebrare non solo l’artista ma anche un modo di fare scultura che nelle sue premesse ideali comporta un lavoro d’équipe, una necessità collettiva che porti a una presa di coscienza dell’azione e del processo costruttivo prima ancora che all’esito formale.”

La mostra desidera proporsi anche come ideale tributo all’artista da parte di Milano, città che lo ha accolto sin dagli anni Sessanta e nella quale ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni.

In questa prospettiva, il percorso espositivo si apre al piano terra con due proiezioni a parete dedicate alla documentazione fotografica delle azioni e degli interventi tra i più noti dell’artista. Tra questi, Intervento.installazione, azione realizzata nel 1977 nella Piazzetta di Palazzo Reale a Milano, in cui, con l’aiuto di alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera e in collaborazione con la galleria ArteStruktura, Campus tese a viva forza delle molle d’acciaio tra gli edifici, nell’intento impossibile di misurare lo spazio con un sistema di misura quasi imprevedibile (la molla che si estende…).

Alle pareti sono esposte opere degli anni Settanta e Ottanta provenienti dalla collezione BUILDING – tra cui Segnico continuo (1977), Struttura modulare multipla (1970) e Percorso. Intervento (1983) – mentre lo spazio è attraversato da molle che, richiamando l’azione del 1977, da un lato limitano la visione dello spazio espositivo e dall’altro rimandano a una dimensione di utopica felicità costruttiva.

La molla, forma elementare ottenuta attraverso una variazione percettiva della circonferenza, si colloca nello spazio non solo per riempirlo, ma per “modularlo”, agendo sull’ambiente e mettendo in relazione le pareti espositive.

Al primo piano, la mostra prosegue nel segno della continuità con una selezione di opere dei decenni successivi, tra cui alcuni cementi degli anni Ottanta, dal titolo Determinazione e i celebri Tempo in Processo. Rapporti-misure-connessioni (2008-2018).

Nonostante le apparenti differenze formali che si percepiscono tra i cementi, simili a rocce di forme indefinite (che richiamano le scogliere delle coste della Gallura, dove nei primi anni Ottanta, Campus realizzò una serie di interventi di misurazione a dimensione ambientale) e le tele poliedriche spezzate da inserti di travi in ferro, il principio che attraversa l’intera ricerca plastica dell’artista, è quello di un’armonia raggiunta attraverso la conoscenza, intesa come misura della relazione tra le cose.

Ritratto di Giovanni Campus, ph. Flavio Pescatori

L’artista

Giovanni Campus nasce a Olbia nel 1929. Completati gli studi classici, prosegue la sua formazione alla Libera Accademia di Belle Arti di Livorno.

Dopo i lavori pittorici realizzati negli anni ’50, in cui va rapidamente superando una matrice formale di impianto figurativo, nel corso degli anni ’60 matura uno scavalcamento della pittura attraverso l’attenzione per i linguaggi geometrici e costruttivi, che si confrontano con i modelli culturali e visivi del mondo industriale. L’interesse per l’intersezione fra i modelli di produzione avanzati, l’estetica della percezione e le possibilità tecniche lo spinge quindi ad adottare il metacrilato come materiale che gli permette una diversa soluzione della tensione pittorica, in direzione ambientale.

Nel 1968 Giovanni Campus si trasferisce a Milano, città che – pur lasciando per brevi periodi – diventa presto la sua città di adozione e affermazione artistica.

Dopo le prime esposizioni personali e la partecipazione ad alcune collettive – tra cui & Multiple Art alla Whitechapel Art Gallery di Londra (1970), il padiglione italiano nella II Triennale dell’India a New Delhi presentazione di Palma Bucarelli (1971), la mostra Luce e materia (1975), promossa dal Centro Industria di Milano – e ai premi in cui le ricerche espressive contemporanee trovano spazio, ottiene l’attenzione di critici come Giulio Carlo Argan, Umbro Apollonio, Lara Vinca Masini e di colleghi come Bruno Munari. Campus effettua anche soggiorni a New York e a Parigi, utili a metterlo in relazione con la situazione internazionale.

Nella seconda metà degli anni ’70 va sostituendo i materiali della produzione plastica per recuperare la tradizione pittorico-scultorea, creando forme strutturali che si misurano con gli ambienti, generando motivi relazionali con interventi fondati sulla continuità di uno sviluppo unitario. Attua anche, in questo senso, operazioni nello spazio della città, come gli interventi compiuti in Piazzetta Palazzo Reale a Milano nel 1977 o nello spazio naturale, come le “misurazioni” realizzate nei primi anni ’80 con la serie di interventi Percorso Determinazione, compiuti in luoghi della nativa Gallura nel 1983, o in ambienti espositivi determinati.

Una nuova generazione di critici si avvicina intanto al suo lavoro, a cominciare dal lungo sodalizio con Luciano Caramel, che in molteplici occasioni accompagna i suoi progetti. Dagli anni ’80, accanto alle mostre personali in spazi pubblici e privati e alla partecipazione a selezionate collettive riguardanti gli aspetti portanti del suo lavoro, esso è al centro di alcune mostre monografiche in spazi pubblici – Palazzo dei Diamanti a Ferrara (1987), Galleria Comunale d’Arte di Cagliari (1991), MAN di Nuoro (2000), Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate (2003), Museo Civico G. Fattori di Livorno (2007). Realizza anche sculture progettate per luoghi specifici, che trovano ambientazione, anche permanente, in spazi aperti, come quelle sistemate a Tortolì nel 2000, a Carbonia, nel 2008, all’interno del Parco della Scultura all’Idroscalo di Milano, nel 2012.

La configurazione del suo lavoro raggiunge, nel corso dei decenni più recenti, attraverso molteplici tecniche, che non rinnegano il lavoro precedente, un grado di equilibrio e di riflessione che passa attraverso lavori indirizzati a combinare la superficie monocromatica con l’inserzione di tangenti in ferro, in dialogo con strutture in legno e lavori su carta eseguiti con grande attenzione tecnica e progettuale.

Giovanni Campus viene a mancare a Milano il 28 novembre 2025.

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