Luogo

Galleria Enrico Astuni
Via Jacopo Barozzi, 3 - Bologna
Sito web
http://galleriaastuni.net

Data

Apr 09 2022 - Lug 30 2022
In corso...

Ora

17:00 - 21:00

Etichette

Mostra

Gianni Piacentino – Works 1965-2021

L’esposizione di Gianni Piacentino presso la Galleria Enrico Astuni di Bologna riunisce una selezione di opere, realizzate tra il 1965 e il 2021, che permettono di ripercorrere le tappe fondamentali della sua straordinaria pratica artistica.

Dalle sculture della metà degli anni Sessanta, con le quali ha partecipato alle più importanti mostre dell’Arte Povera, fino alla produzione più recente, l’ampia rassegna rappresenta un’occasione unica – dopo la grande personale dell’artista presso la Fondazione Prada di Milano – di soffermarsi sui diversi aspetti della sua ricerca.

Le opere in mostra, che spaziano dalla pittura alla scultura, inclusi alcuni esemplari dalla celebre e iconica serie dei veicoli, attestano la grande capacità di Piacentino di sperimentare con i materiali, i colori e le tecniche più diverse, pur rimanendo fedele nel corso degli anni ad un suo preciso ideale di bellezza e di purezza. Le opere in mostra permettono da un lato di entrare in contatto con le diverse direzioni prese nel tempo dall’artista, e dall’altro di mettere a fuoco il suo metodo di lavoro, il quale trae alimento dal confronto tra opere appartenenti a epoche diverse, e il costante aggiornamento del suo linguaggio essenziale – e sempre in progress – aperto all’impiego di nuove tecnologie e di materiali di ultima generazione.

“Fare le mostre per me è importante: grazie all’accostamento dei lavori mi vengono in mente opere nuove” afferma Piacentino nella lunga conversazione con Andrea Bellini pubblicata nel catalogo che accompagna l’esposizione. La mostra, riconosciuta quale componente visiva e concettuale, diventa così parte integrante dell’elaborazione dell’opera: il rapporto dei lavori tra loro, ma anche con lo spazio espositivo e con lo spettatore, suggerisce nuove soluzioni, proietta la pratica verso il futuro, costituisce un altro tassello di quell’opera unica cui l’artista – secondo le sue stesse parole – lavora da tutta la vita.