Luogo

Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea
Piazza Mafalda di Savoia 10098 Rivoli - Torino

Data

Ott 24 2020 - Feb 14 2021
Evento passato

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Mostra

E luce fu | Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson, Renato Leotta

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione CRC presentano E luce fu, mostra che raccoglie quattro importanti opere incentrate sulla luce realizzate da Giacomo Balla, Olafur Eliasson, Lucio Fontana e Renato Leotta.

Allestita presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, la mostra è parte del progetto di collaborazione volto a promuovere nel territorio cuneese la conoscenza di lavori di artisti di fama internazionale presentati dal Museo.

La mostra è a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, con la consulenza curatoriale di Marianna Vecellio per il progetto di Renato Leotta. Proponendo un percorso immersivo e sensoriale, le opere degli artisti in mostra sono installate in relazione con gli spazi della Chiesa di San Francesco.

Al centro della navata centrale della chiesa, i visitatori incontrano Feu d’artifice (Fuoco d’artificio), 1917, storica opera realizzata da Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) durante gli anni di adesione al Futurismo. Forme piramidali e parallelepipedi appuntiti la cui struttura lignea è ricoperta di stoffe dipinte e colorate, essi hanno all’intero luci elettriche, ritmicamente azionate con inediti effetti di movimento e vitalità. Balla spiega che gli elementi rappresentano “gli stati d’animo dei fuochi artificiali” che la musica di Stravinskij gli aveva suggerito.

Giacomo Balla Feu d’artifice (Fuoco d’artificio), 19 17 Azione astratta di luce e colori su musica di Igor Stravinskij per i balletti russi di Sergej Djagilev, Teatro Costanzi, Roma, 1917 Ricostruzione in scala di Elio Marchegiani nel 1997 dai progetti autografi di Balla; esecuzione tecnica di Mariano Boggia e Luisa Mensi; circuito elettronico, luci e sonoro di Massimo Iovine; coordinatore, Maurizio Fagiolo dell’Arco 550 x 500 x 550 cm

Con Ambiente Spaziale, 1967 (1981), la mostra offre la rara opportunità di esperire un importante lavoro di Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe, Argentina, 1899 – Comabbio, Varese, 1968). II 5 febbraio 1949, Fontana allestì il suo primo Ambiente spaziale a luce nera, detto “Ambiente nero”, presso la Galleria del Naviglio di Milano, che venne illuminata con lampade di Wood, la “luce nera” che fa risaltare i colori fosforescenti con cui sono ricoperte alcune forme astratte pendenti dal soffitto.

II lavoro ambientale di Fontana si pone come una prima realizzazione dei progetti enunciati nei manifesti del Movimento spazialista, che l’artista fonda a Milano nel 1947. “L’opera d’arte è eterna, ma non può essere immortale”, afferma il primo Manifesto dello Spazialismo. L’Ambiente spaziale in collezione è stato realizzato per la mostra Lo spazio dell’immagine organizzata a Foligno nel 1967.

Lucio Fontana Ambiente spaziale, 1967 (prima versione distrutta, ricostruzione, 1981) struttura in legno, tela, colori fosforescenti e luce di Wood 300 x 500 x 300 cm

Lo spazio dell’abside è animato dai giochi di luci e ombre di The sun has no money (Il sole non ha soldi), 2008, di Olafur Eliasson (Copenaghen, 1967), artista che pone al centro della propria ricerca la soggettività di ciascuno dei visitatori e che sin dall’inizio del suo percorso indaga la luce quale
tematica cruciale nell’ambito della conoscenza del reale. Eliasson si riferisce spesso ai suoi lavori come a “macchine”, intendendo che la vera opera d’arte è il prodotto dell’incontro tra gli oggetti fisicamente disposti nello spazio e l’unicità degli individui che li percepiscono. L’opera, in comodato al Museo da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, è stata realizzata dall’artista per il Castello di Rivoli, in occasione della mostra 50 lune di Saturno, organizzata nel 2008.

Il percorso espositivo prosegue con Sole, 2019-2020, di Renato Leotta (Torino, 1982), installazione che si snoda attraverso l’intero ambiente della Chiesa. Sole consiste in vecchi fari di automobili dismesse installati per illuminare dettagli significativi dell’architettura e dell’impianto decorativo interno dell’edificio. A partire da una ricerca avviata nel 2019, Leotta recupera le luci di vari veicoli riconfigurandole quali agenti capaci di sostituirsi a tradizionali impianti di illuminazione. L’azione dell’artista trasforma i vecchi fari in dispositivi che danno luce a specifici dettagli di spazio altrimenti trascurati. L’installazione è nata su commissione del Castello di Rivoli, inizialmente presentata a Venezia al Piedmont Pavilion nel 2019 e poi al Castello in occasione della mostra personale dell’artista.

Renato Leotta Sole , 2019 impianto di illuminazione per le sale espositive composto da 15 fari di automobile dimensioni determinate dall’ambient

“Grazie alla collaborazione con il Castello di Rivoli, la Fondazione CRC propone un nuovo appuntamento artistico di altissimo livello: un evento di vera divulgazione culturale che porta a Cuneo opere non solo di artisti conosciuti in tutto il mondo, come Giacomo Balla e Lucio Fontana, ma anche di firme meno note al grande pubblico e di grande interesse, come Eliasson e Leotta – commenta il Presidente della Fondazione CRC, Giandomenico Genta –. Il tema della luce, al centro anche di una nuova mostra che inaugureremo a fine novembre, è particolarmente significativo per il periodo storico che stiamo vivendo ed emergerà in maniera potente grazie all’allestimento studiato appositamente per l’ex chiesa di San Francesco”.


E luce fu
Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson, Renato Leotta
A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria
24 ottobre 2020 – 14 febbraio 2021
Visite inaugurali: 24 ottobre 2020, ore 10.30, 11.30, 15.30 e 16.30, prenotazioni obbligatorie su www.fondazionecrc.it
Complesso Monumentale di San Francesco – Via Santa Maria 10, Cuneo

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