Diego Perrone – Il sole come un gatto
Il sole come un gatto è la prima mostra istituzionale a Napoli di Diego Perrone (Asti, 1970). Per l’occasione, l’artista ha concepito un progetto site-specific di nuove produzioni per i saloni al primo piano di Palazzo Caracciolo d’Avellino. La mostra spazia attraverso diversi linguaggi e medium, muovendosi liberamente all’interno di alcuni dei motivi e repertori formali della pratica ormai ultraventennale di Perrone. Dall’immagine in movimento all’installazione ambientale e sonora, dalla fotografia alla scultura, le opere in mostra consegnano un paesaggio ideale e sinestetico che sembra eseguire il ritratto di un attimo transitorio.
Un gatto cadendo dall’alto in un cortile aggiusta il suo corpo in caduta. Le zampe rannicchiate pronte per attutire il tonfo finale. La coreografia curiosa e necessaria del suo corpo è decompressa in un video in slow motion che dà il titolo alla mostra. Il soggetto, un gatto, concentra in sé una stratificazione simbolica che attraversa epoche e culture: dalla sacralità dell’antico Egitto alla proliferazione contemporanea dei reel sui social. Per la mostra diventa animot, creatura aliena e felina, mondana e cosmica, che nella sua nudità sembra diventare riflesso di alterità o autoritratto dell’artista.
Le opere di Diego Perrone assomigliano a Perelà, uomo di fumo, alimentato dalla narrazione incessante della realtà, che scende giù dal comignolo del camino e va nel mondo con la sua essenza leggera. Come in “Pendio piovoso frusta la lingua”, 2026, reiterazione di una scultura del 2010, il corpo scultoreo setoso si estende maestoso come un pavone offeso dalla cattività.“Il Codice di Perelà” è il romanzo eletto (e dimenticato) del movimento futurista: il panegirico della tecnica si dissolve in una figura invisibile. L’immagine che supera in velocità il pensiero, “frusta la lingua”.
Alla domanda “Che cos’è la poesia?” Derrida sceglie l’immagine dell’istrice, “animale gettato in strada, assoluto, solitario, chiuso a riccio su di sé”. Un gesto compiuto – quello poetico – rinunciando alla cultura ma senza perderla, “attraversando la strada” con una “dotta ignoranza”. Il tentativo poetico attraversa la strada dei grandi discorsi, rischia di esserne schiacciato. “È quella entità preverbale che, pur reclamando la parola, al contempo vi resiste”. “Il sole come un gatto” di Diego Perrone è attraversamento sotto un sole non metafisico e assoluto, ma animale, muto e insondabile, che condensa enigmaticamente, con tenerezza e ferocia, spazio e tempo nella poesia.

