RAINBOW MURAL – 2026 serigrafia manuale su plastica riciclata, cucitura a mano e a macchina, corda, filo di lino cerato, avvolgimento
132 × 244 × 10 cm | 52 × 96 × 4 in
Ph.credit Carlos Díaz Corona
DEBORAH KRUGER | Extinctions
Dall’11 luglio al 26 ottobre 2026 il MuMa | Civico Museo Parisi Valle di Maccagno, sul Lago Maggiore, presenta EXTINCTIONS, prima mostra personale in Europa dell’artista statunitense Deborah Kruger, a cura di Barbara Pavan, con il patrocinio del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca e della ProLoco di Maccagno.
Il progetto espositivo trova una sede particolarmente coerente nel “museo-ponte” progettato da Maurizio Sacripanti, un’architettura in cui spazio costruito e paesaggio instaurano un dialogo continuo e percettivamente attivo. In questo contesto, le opere di Kruger si inseriscono in relazione costante con l’ambiente, il territorio e le comunità che lo abitano, rendendo visibile quella continuità tra natura e cultura che attraversa l’intera ricerca dell’artista.
A rafforzare questa dimensione relazionale contribuisce anche il supporto scientifico della Fondazione Bolle di Magadino, istituzione svizzera che ha reso possibile l’inclusione nel progetto di un’opera dedicata al Tarabusino, specie aviaria a rischio presente nel territorio del Lago Maggiore. La collaborazione evidenzia come le questioni ecologiche e culturali travalichino i confini amministrativi, sottolineando la natura interconnessa dei sistemi viventi e delle loro vulnerabilità.
La mostra riunisce un significativo nucleo di opere recenti e indaga le forme di perdita irreversibile che caratterizzano il presente, intrecciando riflessione ecologica, memoria culturale e responsabilità individuale e collettiva. Al centro della ricerca di Kruger si collocano due fenomeni apparentemente distinti ma profondamente interconnessi: l’estinzione di numerose specie di uccelli e la progressiva scomparsa di lingue indigene in diverse aree del pianeta. L’artista li interpreta come manifestazioni parallele di una medesima crisi sistemica, capace di compromettere simultaneamente la biodiversità naturale e quella culturale.
Il percorso espositivo comprende sculture tessili, arazzi monumentali e opere a parete accomunate dall’impiego di uno degli elementi più riconoscibili della pratica dell’artista: piume di plastica riciclata, successivamente serigrafate con immagini di specie aviarie minacciate e sovrastampate con testi in lingue a rischio di estinzione. Attraverso questa scelta materica, Kruger introduce una complessa stratificazione semantica: la plastica, emblema della produzione e del consumo globalizzati nonché tra i principali agenti dell’alterazione ambientale contemporanea, viene trasformata in dispositivo narrativo e critico, capace di rendere visibili le responsabilità umane nei processi di degrado ecologico e di cancellazione culturale.
La formazione dell’artista nel campo del textile design emerge nella qualità tattile delle superfici, nella costruzione delle opere e nell’attenzione alla dimensione processuale del fare. Materialità, accumulazione e stratificazione diventano strumenti attraverso cui Kruger interroga i modelli economici e produttivi contemporanei, mantenendo al contempo un forte legame con la manualità e con la capacità dei materiali di conservare e trasmettere memoria.
Alla base della sua pratica artistica vi è una concezione relazionale dell’esistenza, secondo la quale ogni organismo, cultura e linguaggio partecipa a una rete complessa di interdipendenze. In questa prospettiva, la frammentazione degli habitat naturali e l’erosione delle culture marginali appaiono come effetti differenti di dinamiche comuni, generate da sistemi economici e sociali fondati sull’estrazione intensiva delle risorse e sulla progressiva omologazione dei comportamenti. Le conseguenze di tali processi ricadono con particolare evidenza sulle realtà più vulnerabili – specie animali minacciate e comunità indigene – che diventano indicatori sensibili delle fragilità dell’intero ecosistema globale.
EXTINCTIONS invita a riflettere sulle relazioni che legano produzione, consumo, linguaggio e tutela della vita, ponendo al centro le responsabilità individuali e collettive che attraversano il nostro tempo. Per Deborah Kruger l’arte è uno spazio di consapevolezza e trasformazione, capace di rendere visibili le strutture spesso opache dei sistemi contemporanei e di restituire presenza e voce a ciò che rischia di essere definitivamente cancellato.
La mostra è corredata di un catalogo trilingue (italiano, inglese, tedesco) edito da Al3vie Editore.
