Antonio Tropiano | DiaFragma
Curva Pura è lieta di presentare la personale di Antonio Tropiano, DiaFragma, a cura di Davide Dormino.
La mostra si “schiude” al visitatore attraverso un intenso dialogo tra installazione ed opere scultoree.
Ad un primo avvicinarsi, si avvertono vibrazioni di sussurri e urla enigmatiche, che addentrandosi rivelano, a chi è capace di porsi in ascolto ed osservazione, un racconto tagliente e penetrante.
Il rapporto di Antonio Tropiano con la sua materia, il legno, è un tempo di lunghe attese, continue riflessioni, errori ed intuizioni, un luogo di Studio tra ombrosi e silenziosi boschi: è solo così che il significato trova forma, attraverso sottilissime correlazioni.
Queste ife sottocutanee, si ramificano attraverso DiaFragma – dal greco antico διάφραγμα composto da διά (attraverso / in mezzo) e φράγμα (recinto / chiusura / parete). Il suo significato etimologico letterale è quindi separazione attraverso una parete, indicando un elemento che divide due spazi.
Invero, DiaFragma presuppone e rappresenta un momento non di spaccatura e separazione, bensì un’occasione di contatto e conoscenza, il tramite attraverso il quale il velo può squarciarsi.
DiaFragma è lo schermo oculare che cinge e chiude la visuale, ma contiene in sé quella minuscola pupilla attraverso cui la visione diventa possibile, mediante il paziente adattamento dello sguardo e la sincrona disposizione del pensiero e dell’animo.
Questa mostra offre la possibilità di una metamorfosi del pubblico-spettatore in intimo-esploratore, che ricerca il senso delle opere attraverso un gioco di correlazioni, talvolta ironico, talaltra drammatico.
Il legno, fibra tenace e materia viva delle opere di Tropiano, è l’esistenza cangiante e dinamica, scalfita o carezzata dalle miriadi di strumenti nelle mani dello scultore, ognuno dei quali definisce un segno, o frammento, una possibilità del divenire forma e quindi simbolo del pensiero.
Il Verbum, che origina dal primordiale Logos filosofico di Atonio Tropiano, nello spazio espositivo di Curva Pura si apre al dialogo.
DiaFragma diviene luogo dei punti di contatto e separazione attraverso l’interrogarsi dell’arte con l’uomo, perché è lei che ci chiama a riflettere, senza mai pretendere una risposta, men che meno univoca.
Prendendo a prestito le parole di un grande romanziere cecoslovacco: Sono le domande per cui non esiste risposta che segnano i limiti delle nostre possibilità e tracciano i confini dell’esistenza umana.
