Data

Mag 25 2024 - Giu 01 2024
Evento passato

Ora

19:15 - 19:15

ANIMAMUNDI | Giulia Apice, Cristina Piciacchia, Diana Pintaldi, Maura Prosperi

Il 25 maggio, alle ore 18.30, inaugura l’esposizione collettiva Animamundi, con le opere delle artiste Giulia Apice, Cristina Piciacchia, Diana Pintaldi e Maura Prosperi, e a cura di Laura Catini, presso Spazio Hangar, in via Ernesto Nathan 41/43 a Roma.

La mostra vede il patrocinio del Municipio XI, Roma Arvalia Portuense, e di Roma Capitale, ed è in collaborazione con il Centro Studi Arcadia-Acli e con l’Istituto Paritario Roma – Istituto Tecnico e Liceo delle Scienze Umane. 

Il fascino urbano dell’XI Municipio ha attratto, sin dai primi insediamenti, importanti presenze, come accadde nel 1965, a seguito del crollo della collina sovrastante il Viadotto ANAS, con Pier Paolo Pasolini che, in quello scenario lunare, decise di girare le prime parti del film Uccellacci e uccellini, e le altre scene non distanti da quel luogo, sulla collina di Montecucco. La Magliana è, infatti, un luogo ricchissimo di storia, ed è in tale profilo territoriale che si insedia lo Spazio indipendente Hangar, progetto Centro Studi Arcadia Circolo ACLI Aps e nuovo laboratorio sperimentale d’arte, il cui carattere fondante è la ricerca e la valorizzazione del territorio. Nato all’interno di un Hangar bianco del Citylab 971, in zona Salaria, si è trasferito oggi all’interno dell’Istituto Paritario Roma – Istituto Tecnico e Liceo delle Scienze Umane, in via Ernesto Nathan 41/43, intitolata a Ernesto Nathan, sindaco di Roma dal 1907 al 1913, il cui impegno si rivolse anche a un vasto piano d’istruzione per l’infanzia e al sostegno della formazione professionale. Lo spostamento di Spazio Hangar si può definire come designato da una voluta destinazione, in quanto la società di costruzioni Nervi & Bartoli, tra gli anni ‘30 e ’40, instaura la costruzione degli Hangar, sul modello del Padiglione-tipo a campata unica da diecimila metri cubi, nell’area del Municipio. Pier Luigi Nervi è, infatti, figlio del XX secolo, sperimentatore, inventore e pioniere di nuovi materiali da costruzione come il ferrocemento. È il suo personaggio che darà il volto all’attuale aspetto del quartiere. Tuttavia, per comprendere il progetto espositivo Animamundi, dobbiamo rivolgerci ai primi anni di storia del luogo. È questo l’arco temporale, infatti, in cui nasce il Genius loci che, tuttora, avvolge gli animi di chi risiede e di chi transita tra le vie, con la curiosità esplorativa di indagarne le preesistenze. Il nome Arvalia fa riferimento agli Arvali, gli undici fratelli etruschi di Romolo, i Frates Arvales che si occupavano degli affari religiosi. Nel nominare sé stesso dodicesimo arvale, Romolo affida una delle due case consacrate a un arvale, nell’area dell’attuale piazzetta Madonna di Pompei. Vitruvio la ricorda come “Il Tetrastylum”, costruito sul numero magico 4. Il canto degli Arvali è una melodia mistica struggente e di selvaggia bellezza, dedicata alla dea Dia e alla raccolta degli spiriti Lares e Semunes che danzano insieme al dio Marmar pronto a punire chi varcherà il limen. L’attraversamento del confine genererà la hybris, in diversi momenti storici, come il 25 marzo del 1859, alle 6:30 del mattino, quando partì il primo treno per Civitavecchia dalla stazione di Santa Passera che, insieme al tracciato extraurbano di via Campana, progenitrice dell’odierna via della Magliana e in direzione del mare, segnano due linee di spazio e tempo infiniti. Le stratificazioni storiche sono, dunque, congiunte da un’unica anima che è stata ricostruita nel lavoro con le artiste Giulia Apice, Cristina Piciacchia, Diana Pintaldi e Maura Prosperi, durato diversi mesi, e che ha portato alla scelta, alla nascita e alla realizzazione delle opere in mostra. 

L’Anima del mondo è un termine filosofico, impiegato soprattutto dai platonici, per rintracciare la vis della natura, nella sua significazione di totalità, come unico organismo vivente: ogni entità inanimata ingloba una presenza spirituale che è tassello unito all’anima del tutto. In Plotino, il tema è identificato con la Terza Ipostasi nel processo di emanazione dall’Uno, esemplificabile con un suo verso delle Enneadi: «Questo universo è un animale unico che contiene in sé tutti gli animali, avendo una sola Anima in tutte le sue parti». Già dal Rinascimento, la nozione, influenzata alternativamente da visioni cristiane e laiche, godette di particolare fortuna e si annodò a elementi magici, alchemici ed ermetici; per poi giungere fino al Novecento, in cui subentrarono anche gli elementi della natura e della ricerca estetica del bello. I principi della connessione e del misticismo sono valori interni alle opere delle quattro artiste che hanno vissuto il luogo, in diverse soste, durante il periodo ideativo e di ricerca. Le loro pratiche artistiche sono già denotate – consciamente o inconsciamente – delle principali caratteristiche fin qui narrate. 

Entriamo nei lavori. Giulia Apice presenta Al di là (2024), opera pittorica su lenzuolo, affissa sulla vetrata d’ingresso alla Sacrestia, al piano terra dell’edificio, all’interno degli ambienti che comprendono anche Spazio Hangar. L’artista ammette l’individuo come essere fluido nel suo significato primario di porsi in relazione con il circostante. In alcune opere ha fatto uso di materiali come vetro smerigliato e vetro-cemento, come filtri che interferiscono nel rapporto tra il soggetto e l’occhio che osserva. Scrive di lei, nel catalogo della mostra, il Maestro Gianni Dessì del quale riportiamo un estratto che coglie l’essenzialità del suo lavoro: «Dell’arte, Giulia sembra tenere in massimo conto la frontalità, quel porsi cioè immediato sotto gli occhi delle immagini…la vita dell’immagine appare segnando tempo e spazio, trovando memoria e racconto. …». Di Cristina Piciacchia è l’opera Due alberi, un libretto di miniature, rilegato a mano con legatura copta e cere acquerellabili, iniziato nel 2023 e in progress. L’opera è, infatti, riconoscibile come diario quotidiano, in cui l’artista permea le tre dimensioni del passato-vissuto, presente frequentato e futuro visionario, tra le preziose pagine di un manufatto che racconta di una ciclicità connaturata tra l’essere e il divenire interno ed esterno. Dell’opera, installata all’interno della sala di Spazio Hangar, scrive l’artista Dario Carratta, nel testo La luminescenza. Il calore. Il profumo: «…Le dimensioni dell’opera diventano uno stimolo di riflessione, dove si instilla nell’osservatore una voglia di possesso di questo “docile” oggetto magico. Nel mondo creato dall’artista tutto diventa soffice, idilliaco, irraggiungibile. Nel suo diario visivo, crea un manuale angelico, mistico dove non esiste un’alba, non esiste un tramonto, ma ci si trova in un momento ambiguo di pace: attraversare una circostanza crepuscolare...». L’opera Essere nel tempo e nello spazio infinito (2024) di Diana Pintaldi è opera diffusa all’interno degli ambienti dell’edificio. Il ricamo in codice Morse con filo intrecciato color sabbia, su lenzuolo di cotone nero, si propaga, in virtù del site-specific, tramite l’elemento della sabbia che, oltre a rompere la dimensione terrena, si avvale della storicità locale. È Giulia Coccia a chiarire, nel testo in catalogo, come: «…Tutto inizia ovviamente dal gesto, dall’energia che viene canalizzata in una direzione mai casuale. Nei primi lavori di Diana, la tensione tra essere e divenire è costante e assume le modalità espressive di un vortice che nasce e confluisce in sé stesso…». Sospinta (2024) di Maura Prosperi stringe, in un unico respiro, i diversi piani dell’edificio, come opera diffusa e comprendente diverse entità, ominidi in continua evoluzione che, dislocati, escono dal loro nucleo originario per tendere gli uni verso gli altri, in una precarietà del respiro che si diffonde dall’interno dell’uomo fino a giungere all’interezza del luogo adepto. Ma la connessione è espressa anche scientificamente dal nome delle presenze in polymorph, vetro, cristalli sintetici e led: Miodesopsia è, infatti, un fenomeno ottico che si caratterizza per l’interferenza visiva nel nostro osservare e unirci alla realtà circostante. Nel suo testo in catalogo, Danio Ruffini afferma: «…I suoi elementi sono introiettati in uno spazio mentale che, nel riavvolgerli, li plasma come nuovi. È questo un passaggio delicato perché i frutti che ne maturano non sono altro che la rap-presentazione dei semi germogliati nell’io e nutriti di soggettivazione…». 

Luogo di passaggio di personalità come Raffaello Sanzio, Michelangelo Buonarroti, Donato Bramante, Camillo Rospigliosi, Luigi Righetti, e di nobili famiglie come i Medici e i Mattei, solo per citare alcuni esempi, spetta ai curatori, critici e artisti contemporanei continuare a evocare il passato e il presente attraverso l’arte e la cultura. 

Il giorno dell’opening, alle ore 19.15, si terrà il talk sulla tematica del site-specific, con gli interventi critici di Andrea Bardi, Laura Catini, Benedetta Monti, Giulia Pontoriero, Nicoletta Provenzano, Valentina Rigano, Danio Ruffini, Davide Silvioli 

L’esposizione prevede il catalogo ANIMAMUNDI che verrà presentato nel mese di giugno 2024 all’interno: testi critici di Dario Carratta, Giulia Coccia, Gianni Dessì, Danio Ruffini, una raccolta di interviste rivolte alle artiste a cura di Giulia Pontoriero; gli interventi critici riportati che si svolgeranno durante il talk di Andrea Bardi, Laura Catini, Benedetta Monti, Nicoletta Provenzano, Valentina Rigani, Danio Ruffini ed infine il riscontro laboratoriale di rilegatura copta tenuto da Cristina Piciacchia nel mese di aprile. 

ANIMAMUNDI 

Giulia Apice, Cristina Piciacchia, Diana Pintaldi e Maura Prosperi A cura di Laura Catini 

SPAZIO HANGAR, Via Ernesto Nathan 41, 00146 

25 Maggio – 1 Giugno 2024 Opening: 25 Maggio h 18.30 

Talk: 25 Maggio 2024 h 19.15 intervengono Andrea Bardi, Laura Catini, Benedetta Monti, Nicoletta Provenzano, Valentina Rigano, Dario Ruffini e Davide Silvioli modera Giulia Pontoriero 

*Dal 26 Maggio al 1 giugno la mostra è visitabile su appuntamento dalle 17:00 alle 20.00 

Per info contattare : T + 39 333 5303330 

In collaborazione in collaborazione con il Centro Studi Arcadia-Acli e con l’Istituto Paritario Roma – Istituto Tecnico e Liceo delle Scienze Umane.

Immagine in evidenza: Cristina Piciacchia, Due alberi, 2023 e non terminato, libretto di miniature rilegato a mano con legatura copta, cere acquerellabili, aperto, cm7,5×13,5, Courtesy dell’artista