Segno Abruzzo e dintorni 2026
Andrea Cramarossa
Luogo
Fondazione Morra
Vico Lungo Pontecorvo 29/d 80135, Napoli
Sito web http://www.fondazionemorra.org

Categorie

Data
Giu 13 2026 - Lug 31 2026
In corso...
Ora
18:00 - 19:00
Etichette
Cinema - Video gallery

Andrea Cramarossa – Borges

Un nuovo viaggio, una nuova visione delle geografie del corpo e dei camminamenti dei popoli migranti per il pluripremiato cortometraggio docu-sperimentale Borges, scritto e diretto da Andrea Cramarossa. Dal poetico film-saggio sul corpo, la migrazione e la memoria, in cui il linguaggio documentario si intreccia con la ricerca visiva, simbolica e performativa, è scaturito, in modo naturale il concept Borges – Ipotesi fotografica sulle geografie del corpo, concepito dall’artista e regista pugliese in collaborazione con Gennaro Gargiulo.

La mostra fotografica, allestita negli spazi della Fondazione Morra – Museo Nitsch in Vico Lungo Pontecorvo 29/d – 80135, a Napoli, sarà inaugurata il 13 giugno alle 18 (sarà proiettato anche il corto) con gli interventi di Peppe e Isabella Morra, rispettivamente direttore e presidente Fondazione Morra, nonché di Cramarossa e Gargiulo. Presente anche Emergency: per ogni copia venduta del catalogo, infatti, il 50% del ricavato verrà devoluto all’associazione umanitaria. Forme di ritratti tagliati a metà, pezzi o sezioni di volto, di petto, di braccia: paesaggi umani che sono la costruzione di una biografia interiore di chi attraversa il mare e vive una sospensione tra passato e presente, appartenenza e sradicamento.

Il titolo non è un omaggio al grande scrittore argentino, ma, spiega Cramarossa – «una immersione in una distillata porzione del suo realismo magico». Scrive:
 «Da questo meticciato di tempo e di spazio, di corpi e di non-corpi, l’immagine umana è un segno profondo di una comunità in cerca delle proprie radici e che di-segna nuove mappe geografiche.Tra ciò che si è stati e ciò che si è, prima e dopo il viaggio compiuto, in attesa del successivo, ogni essere umano non può che dirsi viaggiatore, migrante, nomade nella caducità della vita e, proprio per questo, ci si colloca nella profonda prospettiva della rinascita. Le foto divengono, così, anche la testimonianza di un “rito di passaggio”, il racconto ultimo dell’ultimo attraversamento tra cielo e terra». In occasione del finissage, il 28 giugno, verrà presentato, in prima campana, l’atto performativo La veglia del mare, a cura del Teatro delle Bambole.

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